di Gianluca Di Feo e Paolo Forcellini
Di servizio o di rappresentanza: 150 mila vetture pagate dai cittadini. Senza controllo
Nella chiesa romana si onora il sacrificio di due alpini, morti a Kabul per fare il loro dovere e guadagnare un pugno di euro in più. Fuori invece va in scena l'ingorgo dello status symbol: decine e decine di auto blu, tutte con autista, che cercano di depositare le autorità al riparo dalla pioggia. E poi trovare un parcheggio. Un intreccio di Lancia, Mercedes, Audi e qualche sparuta Fiat e Hyundai che manovrano per sfruttare lo spazio: i vigili devono dare ordine a quel magma di berline monocolore, un rompicapo di incastri superiore a ogni cubo di Rubik. Poi alla fine l'ordine viene trovato: tre grandi spazi intorno alla fontana delle Naiadi si lastricano di ammiraglie. Altri due quadrati si formano verso via Vittorio Emanuele Orlando. Ma non bastano a contenere il fiume blu, che tracima lungo il viale per la stazione Termini davanti al monumento che ricorda i caduti di Dogali e poi dilaga oltre: 24 si appostano in via Pastrengo, altre davanti al Grand Hotel dove un'Audi con il 'passi' di Palazzo Chigi si lascia ammirare nello sfarzo di poltrone in pelle e rivestimenti in radica. Alla fine il cronista de 'L'espresso' ne conta 215. Ma non basta. La processione di vetture di servizio sembra inarrestabile, continuano a orbitare intorno alla piazza in attesa che la cerimonia finisca: sono soprattutto Alfa 156, almeno una trentina, che girano a vuoto aspettando una telefonata della 'personalità'. "Le sembrano tante? Doveva vedere la scorsa settimana, quando c'è stata la funzione per le vittime di Nassiriya", commenta un vigile urbano: "Erano molte di più. Oggi si vede che i politici devono pensare ai giochi per il Quirinale". E infatti nel bel mezzo della cerimonia una Mercedes con scorta attraversa la piazza con la sirena a tutto volume, nonostante la strada deserta, con disprezzo per il silenzio del funerale.
"L'altra volta erano molte di più...". Già ma pur sempre una goccia nel mare delle auto blu, simbolo immortale della superiorità del politico e del grand commis, summa del privilegio italico passata indisturbata dalla prima alla seconda Repubblica. "Scorte e auto di rappresentanza non possono essere uno status symbol ma una risposta a reali necessità", ha tuonato Romano Prodi nel suo discorso d'insediamento. E ha promesso un taglio del cinquanta per cento. A ridurle ci aveva provato da ultima la Finanziaria approvata a fine 2004: nel 2005, 2006 e 2007, deliberava, le spese per le auto di servizio non potranno superare il "90, 80 e 70 per cento di quelle sostenute nel 2004". Ma quante erano le vetture su cui calare la scure? A nessuno era dato saperlo, ragion per cui la stessa norma stabiliva che entro il 31 marzo 2005 le pubbliche amministrazioni avrebbero dovuto comunicare al ministero dell'Economia la cifra esatta delle auto a disposizione e il relativo costo complessivo, onde poter verificare i risparmi via via conseguiti. Con poco più di un anno di ritardo il censimento è alfine arrivato. Incompleto, molto incompleto. Secondo il documento trasmesso dal ministero dell'Economia al Parlamento, in circolazione ci sarebbero 43.481 auto ex blu (oggi sono quasi tutte grigio-metallizzato). Molte meno di quante stimate da diversi esperti negli anni scorsi: 300 mila se si comprendevano anche le Regioni e gli altri enti locali; 150-170 mila, secondo le fonti, per le sole automobili dei ministeri e degli enti pubblici non territoriali.
Eppure già quelle 215 accatastate il 9 maggio davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli permettono di esaminare un catalogo impressionante dello spreco. Dominano le Lancia Thesis, almeno 40. Una quindicina le Audi, attualmente il top nella gerarchia del potere: dal premier dimissionario al comandante della capitaneria di porto. C'è una sparuta pattuglia di Mercedes, cinque Bmw e cinque Volvo. Due le Maserati: quella del capo dello Stato e quella di Gianni Letta. Per non parlare del Suv Bmw X 5 con lampeggiante e permesso ministeriale. Le più dimesse sono una Citroën Saxo di un ufficiale delle Fiamme Gialle, alcune Hyundai Lantra del ministero della Difesa, delle Fiat Brava e Marea militari e una datata Alfa 155 di un colonnello dei carabinieri. Alle 10 e 50, prima che le bare avvolte nel tricolore escano sul sagrato, la folla di autisti comincia a scaldare i motori: come in un grand prix si attende il via libera per 'prelevare' le autorità e correre verso le Camere per designare il nuovo presidente della Repubblica. Tutto sommato, lo scatto avviene in modo ordinato. Una dietro l'altra, si fermano davanti alla soglia evitando ai privilegiati il rischio di compiere anche il minimo sforzo. Pochi vip raggiungono il parcheggio camminando. Il prefetto Achille Serra, che va via a piedi. Piero Fassino, che si infila in una Lancia K dall'aria stanca e dall'inelegante colore verde. Il segretario di Rifondazione Franco Giordano, fresco di nomina, che resta smarrito per qualche minuto, finché viene raccolto da una Thesis metallizzata, nuova di fabbrica, che sembra sorprendere anche lui. Alle 11 e 10 la colonna blu si dissolve su via Nazionale per ricomporsi, ancora più voluminosa, davanti alla Camera.
A voler prendere per buono il censimento del ministero dell'Economia, l'ammontare dei tagli possibili al parco blu sarebbe risibile: gran parte delle vetture catalogate, infatti, servirebbero a "effettive, motivate e documentate esigenze", a irrinunciabili compiti istituzionali, e perciò potrebbero rientrare nella 'deroga' ai risparmi previsti dalla legge stessa. Qualche esempio. Al ministero dell'Economia 25 automobili sono assegnate "in uso esclusivo" (al ministro, ai sottosegretari, ai top manager), mentre altre 8.929 vanno "in uso non esclusivo" ad altri soggetti. Di queste ultime, ben 8.489 sono le auto utilizzate dalla Guardia di Finanza. E chi mai potrebbe togliere alle Fiamme Gialle un indispensabile strumento di lavoro proprio quando si vuole intensificare la caccia agli evasori? Per non parlare del ministero dell'Interno, dove le autovetture di servizio risulterebbero essere 22.967, di cui 20.444 utilizzate dalla Polizia e 523 dai Vigili del fuoco: inutile dire che entrambi i corpi hanno chiesto l'applicazione del 'comma 13', cioè la deroga. E come comportarsi con il ministero della Giustizia a cui fanno capo, tra l'altro, 1.186 blindate assegnate ai magistrati e 2.370 vetture utilizzate per il servizio traduzione detenuti? Alla fine dei conti sono ben 40.367 le macchine del settore statale per cui è stata chiesta la non applicazione del risparmio di spesa, cioè il 92 per cento circa di quelle censite. E l'operazione promossa dalla Finanziaria si è così trasformata, almeno per ora, in un'effimera bolla di sapone.
Non del tutto, per la verità. Il documento trasmesso al Parlamento, malgrado le infinite deroghe, elenca comunque una serie di economie sull'uso delle auto che alcune amministrazioni sarebbero già riuscite a fare. Si va dai 491,06 euro tagliati dal ministero degli Esteri, "riferiti esclusivamente all'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente" il cui boss è rimasto evidentemente a piedi, ai 401.759,12 euro tagliati dal ministero dell'Ambiente, campione nazionale di risparmiosità. Ma i 401 mila euro dell'Ambiente sono "riferiti prevalentemente alla categoria degli enti parco nazionali", recita il documento del ministero dell'Economia: sorge il sospetto che senza vettura siano rimasti i guardacaccia piuttosto che i funzionari di via Cristoforo Colombo a Roma. Gli altri due ministeri più impegnati sulla via dell'austerity sono quelli dell'Istruzione, con un risparmio complessivo di 302.414 euro, e delle Infrastrutture (248.534). In totale la decurtazione alle auto blu avrebbe portato nelle casse pubbliche in questa prima fase poco più di 1,3 milioni di euro.
Poca cosa rispetto all'enormità della spesa per le quattro ruote di Stato. Che Luigi Cappugi, consulente del governo Berlusconi, meno di due anni fa aveva stimato ammontare complessivamente a 10,5 miliardi l'anno (esclusi gli enti locali). Come si arrivava a questa cifra? Il costo medio di ogni vettura era calcolato in 70 mila euro all'anno, inclusi autista e benzina, che andava moltiplicato per le circa 150 mila vetture in dotazione (molte delle quali destinate però, come s'è visto, a scopi di ordine pubblico, sanità, ecc.). Cappugi proponeva una cura drastica: togliere l'auto blu a gran parte dei politici e degli amministratori e pagar loro il taxi. Secondo l'economista l'esborso sarebbe ammontato "al massimo all'8 per cento" della spesa per le normali auto di Stato: se metà delle autovetture blu venissero sostituite da buoni-taxi, il risparmio netto ammonterebbe quindi a 4,8 miliardi l'anno. Quel suggerimento non fu raccolto da nessuno. Maggior successo ha invece ottenuto un altro espediente: sostituire le auto in proprietà dello Stato con quelle in leasing o a noleggio a lungo termine. La Consip - società dello Stato che gestisce le aste per l'acquisto di beni e servizi necessari all'amministrazione - ha già emanato alcuni bandi per la fornitura di auto in leasing. L'ultima gara, per 300 vetture, è di poche settimane fa e se l'è aggiudicata la Lease Plan, controllata dal Gruppo Volkswagen, dalla Mubadala, impresa che fa capo al governo di Abu Dhabi e che possiede anche un sostanzioso pacchetto di Ferrari, dalla Olayan, massimo gruppo dell'Arabia Saudita. Riusciranno prossimamente i soliti noti a viaggiare su fiammanti vetture di Maranello? O dovranno accontentarsi di teutoniche Volkswagen? Staremo a vedere. Il vero pericolo è che le macchine a nolo sul medio e lungo periodo costino più di quelle in proprietà e soprattutto che, sul breve termine, offrano a Stato ed enti locali margini e alibi per una politica più spregiudicata di distribuzione delle auto blu. Ci sono poi i furbetti che fanno man bassa di taxi e vetture con autista: in Emilia ha fatto discutere il caso dell'ex sindaco diessino di San Lazzaro, che nel 2002 ha speso oltre 23 mila euro per 461 trasferte con la targa Ncc e 23.448 per i 431 viaggi dell'anno successivo, senza contare poi i taxi usati per raggiungere Bologna o i municipi confinanti.
La Corte costituzionale ha stabilito che governo e Parlamento potevano deliberare 'tagli' alle vetture di Stato ma non potevano ledere l'autonomia degli enti locali fissando anche nei loro confronti riduzioni di spesa per una specifica voce. Che fanno, dunque, su questo terreno, Regioni, Province e Comuni? I comportamenti sono molto diversi: c'è chi si dà alla pazza gioia, aumentando il numero delle auto di servizio e spesso anche la cilindrata, e chi, invece, spinto anche dalle decurtazioni complessive dei bilanci locali deliberate dalle ultime finanziarie, si autoriduce pure le auto blu. E il colore politico delle amministrazioni raramente è decisivo. Forti polemiche ha suscitato due anni fa, ad esempio, il rinnovo del parco macchine della Regione Friuli. Secondo l'opposizione di centro-destra l'età media delle auto non superava i due anni. Ma soprattutto destava scandalo la scelta delle nuove 'ammiraglie': 12 supercar per Riccardo Illy e colleghi, compresa una Lancia Thesis 3.2 V6 24 modello Emblema, un'Alfa 166 24V Luxury con 10 altoparlanti hi-fi, una Lancia Thesis 3.0 con interni in pelle e superaccessoriata, e via elencando. I beneficiati si sono scandalizzati a loro volta, definendo "argomento futile" l'oggetto della polemica, parlando di "strumentalizzazione e demagogia" e sottolineando la "scelta nazionale" delle autovetture (una direttiva del '94, firmata Roberto Maroni, ha consentito l'acquisto di auto di servizio di case straniere). Battibecchi anche in Lazio, tra maggioranza e opposizione ma anche tra le stesse forze del centro-sinistra, sulle 76 auto blu destinate a giunta, presidenti di commissione e a qualche dirigente (i consiglieri regionali sono 70): per la pletorica flotta (più auto di quelle di Camera e Senato messe insieme) nei primi cinque mesi della giunta di Piero Marrazzo sono stati spesi 37 mila euro solo in benzina, 20 mila in manutenzione ordinaria e tremila in lavaggi. Assicurazioni e bolli, in un anno, costano alla Regione quasi 100 mila euro. In Campania, dove le auto di servizio sono poco più di 80, la creazione di 12 commissioni regionali speciali, accanto alle sei ordinarie, ha prodotto anche 12 nuovi pretendenti (i presidenti di tali commissioni) ad altrettante auto blu. Non aiuta l'esempio vicino del Comune di Napoli, dove il parco veicoli in dotazione per sindaco, assessori e dirigenti raggiunge le 120 vetture.
Un vero e proprio proclama per il risparmio è quello lanciato qualche tempo fa dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini: ha chiesto di privilegiare i mezzi pubblici, di usare il treno (seconda classe) e di dimezzare la spesa per la manutenzione, il noleggio e l'utilizzo delle auto (16 per la giunta e 36 per i dipendenti in missione, per lo più Panda e Punto). In Liguria qualche mese fa il governatore Claudio Burlando ha deciso di stanziare 230 mila euro all'anno in meno per le auto di giunta e Consiglio regionale. In Puglia Niki Vendola, appena insediato, ha cancellato la 'leggina' fatta a proprio uso e consumo dal suo predecessore, Raffaele Fitto, che poco prima delle elezioni aveva stabilito che governatori e presidenti uscenti del Consiglio regionale avevano diritto a utilizzare la limousine di servizio per altri cinque anni. Per far cassa, a Castiglion Fiorentino e in altri comuni della Val di Chiana alcune auto blu sono state addirittura vendute all'asta sulla pubblica piazza. Ma nei garage degli enti locali c'è di tutto. La provincia autonoma di Bolzano, per esempio, nel 2001 aveva due Mercedes classe E con motore da 2800 cc riservate al presidente. E il sindaco di Cesena invece nel 2003 ha difeso l'italianità della scelta che affiancava una nuova Alfa 166 alla Thesis già esistente.
La storia delle 'auto di Pantalone' si potrebbe titolare 'Cronaca di un taglio annunciato'. Annunciato infinite volte, almeno a partire dalla legge del '91(che limitava l'uso esclusivo delle auto blu a ministri, sottosegretari e ad alcuni direttori generali), ma mai realizzato. Come rinunciare, infatti, a un privilegio di non poco conto, specie in città dal traffico caotico, e anche a uno status symbol fra i più ambiti, soprattutto quando l'auto, spesso dotata di lampeggiante e sirena, può fare lo slalom fra i comuni mortali e infischiarsene del codice della strada? Romano Prodi è stato chiaro, lanciando un appello alla sobrietà nel primo discorso da premier: "È mia intenzione ridurre di almeno la metà le scorte per il personale politico e di governo, la cui proliferazione è al di là di ogni necessità reale e sottrae risorse finanziarie e umane che dovrebbero essere destinate alla tutela della sicurezza dei cittadini". Un annuncio già sentito. Forse adesso è l'ora di passare ai fatti.
(25 maggio 2006)

E' imutile lamentarci basterebbe che non si vadi piu a votere questi delinquenti,poi succeda pure di tutto, perchè i soliti schifosi parassiti diranno che il qualunquismo non va bene,perchè loro stanno bene cosi.
Scritto da: luigi | 20/10/07 a 19:03
iniziamo a sputargli su queste c...o di auto blu !!! Le manteniamo noi con le ns tasse, sono nostre in usufrutto a lorsignori, perciò abbiamo il diritto si sputare su ciò ke è nostro !!!
e.pn.friùl.italia.
Scritto da: enzo | 08/06/07 a 16:45
ma perche' non si prendeva il bus?? VERGOGNA ! SONO STANCO DI ASSISTERE AI PRIVILEGI CHE ORAMAI SONO DEI POLITICI, SOTTOSEGRETARI, REGIONALI, PROVINCIALI, COMUNALI ETC... ETC....
Scritto da: riccardo | 18/05/07 a 12:04
penso sia uno dei tanti sintomi di una classe politica malata, e la malattia si chiama disprezzo per la gente comune.
Scritto da: Massimo | 17/05/07 a 10:48
Se me ne capita a tiro uno di quelli che hanno l'auto blu gli morsico il naso.
Scritto da: albertozen | 16/05/07 a 17:05
Da questa classe o casta politica ci si può aspettare di tutto.Fa tutto schifo e questo non è qualunquismo.
Gianni Martinelli
Scritto da: Gianni Martinelli | 16/05/07 a 16:14
purtroppo i privilegi acquisiti sono duri a morire . Per l'utilizzo di auto di servizio , di scorte per la sicurezza individuale , di mega pensioni attribuite anche con pochi anni di presenza parlamentare , di benefit e quant'altro sono tutte concessioni regolati da leggi e/o decreti . Bisogna organizzare un referendum popolare ( visto che se ne fanno tanti per situazioni meno importanti ) in modo che i cittadini possano esprimere la loro opinione . Ma e' piu' facile che associazioni o partiti ne organizzano uno per determinare il sesso degli angeli . Giuseppe Tosi
Scritto da: giuseppe tosi | 16/05/07 a 15:33
dov'è la novità? Sono i padroni della strada, del luogo che visitano o che presenziano, avete mai visto all'opera queglli arroganti che li scortano? Abusano il loro potere sempre e comunque. I privilegi non glieli togli nessuno tranne il voto. IMeditate.P.s. io vivo a Roma e mi capita spesso di vederli.
Scritto da: nunzia russo | 16/05/07 a 08:21
oramai non ci stupisce più nulla. solo un senso di nausea e tanta rabbia.
Scritto da: antonio ciccu | 15/05/07 a 19:23
usque tandem?
Scritto da: Mario Della Seta | 15/05/07 a 15:59
Ma bambinoni suvvia, la volete dar finita con le vostre macchinine? Siete cosi' carini anche senza...non c'e' bisogno ...davvero. Scommetto che ci piacereste un sacco anche senza, forse addirittura di piu'... Affettuosamente
Scritto da: Luca Del Vecchio | 15/05/07 a 15:56
auto blu... e' solo uno dei tanti privilegi dei nostri politici che si tengono ben stretti... VERGOGNA!!! e noi Italiani ci arrampichiamo giornalmente sugli specchi per cercare di tirare avanti... ti negano la pensione dopo una vita di lavoro... mentre loro dopo una legislatura la maturano e che pensione!!!!!... il lavoro precario... 50 enni allo sbando se perdono il lavoro... giovani senza futuro... ecc.. eccc. che paese di m....SVEGLIA!!!!!!!!
Scritto da: francesco genova | 15/05/07 a 11:22
che dire ... VERGOGNA a TUTTI i nostri POLITICI e ai cittadini italiani FESSI... lavori una vita e ti fanno agonizzare una misera pensione che ti sei pagato versando salati contributi ... mentre loro dopo una legislatura si garantiscono la pensione a 50 anni!!!! e non parliamo di tutti i privilegi di cui godono e si tengono ben stretti... e noi? lavoro precario ,insicurezza e via dicendo... SVEGLIA!!!!! sono veramente disgustato alle urne non mi ci vedono piu'!!!
Scritto da: francesco genova | 15/05/07 a 11:03
Nessuno dei passeggeri gli ha fatto un occhio blu?
Scritto da: Dario De Nardin | 15/05/07 a 10:00
auto bluuu ?? non solo !io, i politici, di tutti gli schieramenti,dopo max due legislature, li farei "tornare a casa", sono soltanto uno spreco e un riferimento per tangenti o quant'altro. Cercano soltanto PRIVILEGI, A VITA !!! . Dopo una legislatura, maturano i requisiti per la pensione !! Ma bravi, devono vergognarsi rispetto a chi deve lavorare una vita per lo stesso risultato. Aggiungo, le Provincie, che ci stanno a fare ??? Ci sono Regioni e Comuni, più che sufficienti, anzi... . Ci pigliano tutti per il C...O !!!
Scritto da: rudy | 14/05/07 a 22:06
Tra i tanti sprechi mi permetto di segnalare anche l'utilizzo che i soliti politici fanno delle Forze dell'Ordine. Abito a Roma e quotidianamente non posso fare a meno di osservare pattuglie di Carabinieri o poliziotti, preferibilmente in moto, che fanno da apripista alle auto blindate che trasportano questo o quel politicante che chissà per quale oscura ragione, deve svicolare nel traffico della capitale, appunto agevolato dall'operato di questi uomini in divisa su due ruote. Questi ultimi, certamente rischiano la pelle per via dello zigzagare tra le auto ad alta velocità ed al solo scopo di far giungere il ministro o sottosegretario del momento in orario all'appuntamento con chissà chi. Si potrebbero usare queste risorse per setacciare il territorio e fare opera di prevenzione. In tutta Italia ed in particolare nella capitale i piccoli ed i grandi reati sono all'ordine del giorno al pari di una metropoli come New York.
Scritto da: leonetto | 09/05/07 a 02:38
ABBOLIAMO LE PROVINCIE, SONO INUTILI! BASTA LA REGIONE COME ENTE DI CONTROLLO:
PERCHE' NON FACCIAMO UN BEL REFERENDUM PER ABBOLIRLE. SONO UN RESIDUATO DELL'ERA NAPOLEONICA
Scritto da: L'Etrusco di Vetulonia | 04/04/07 a 12:10
IL PRESIDENTE DELL'AZIENDA
SANITARIA MONALDI DI NAPOLI
è STATO IL PRIMO ACQUIRENTE DELL'ALFA ROMEO MODELLO 159 -L'AUTO PRECEDENTE ERA PERFETTA -MA LUI VUOLE SOLO APPARIRE NON SI CURA DEL DEBITO DELL'AZIENDA SANITARIA TANTO NON E LUI A PAGARE--
Scritto da: PASQUALE | 03/04/07 a 22:53
SOGNO UN PAESE NORMALE E DEMOCRATICO,AVVERRà MAI QUESTO SOGNO!!!!
Scritto da: MARIANNA | 28/03/07 a 14:08
Venite in trentino, dove le auto blu lancia thema hanno motori ferrari.
Scritto da: gianni | 28/03/07 a 13:06
abito in Sicilia , terra privilegiata ma abitata da uomini deviati : mafiosi(pochi ma ben presenti); ignavi(molti ma ben assenti)e ONOREVOLI(pochi ma ben coscienti del LORO istituto). In questa situazione è possibile che siano presenti una formazione che non FORMA ma che costa tanto ; una sanità che non cura ma che costa tanto , i Precari malpagati ma ,dato il numero, dai costi elevatissimi , la natura mai tutelata , il lavoro mai avviato , e in tutto il contesto gli ONOREVOLI , ammirati-ben pagati-padroni della sicilia - ma di scarsa incidenza sull'evoluzione socio economica della Sicilia.Ma se Essi esistono è perchè lo meritiamo.
una domanda : perchè la legge sui patrimoni personali(origine ed evoluzione)non viene mai applicata? Grazie.
Scritto da: giuseppe messana | 27/03/07 a 01:02
le auto blu sono solo la punta di un iceberg di privilegi. I poltici godono di servizi rimborsi e sovvenzioni incredibili.
Quando mai avete visto un politico tirar fuori il portafoglio per pagare????
Scritto da: oleodinamico | 26/03/07 a 22:21
queste sono tutte cose sapute e risapute però intanto nessuno interviene chissa poi perchè .
Sinceramente lo spreco di denaro pubblico per la missione in Iraq ove solo 32 miliardi di vecchie lire - a fronte dei milleottocento miliardi per arrichire le tasche di fabbriche di prodotti militari- sono andate ai poveri iracheni è uno dei tanti casi emblematici della nostra Republichetta alla quale non farà mai seguito un indagine vera per colpire i responsabili di questi sprechi.
E' ovvio che poi i soldi per le classi più deboli - per i senza casa, per i senza lavoro, per gli anziani poveri ed ammalati non ci sono mai...se li pappano tutti i nostri politici e nessuno osa parlare.
Tutto bene Ok Italia come nella vecchia canzone di Bennato...
Scritto da: alessandro | 25/03/07 a 20:14
Io vedo, tu vedi, tutti noi vediamo ma è posibile che nessuno fà niente?
SIAMO UN POPOLO DI PECORONI!
In un'altro stato europeo sarebbe successo lo stesso?
Scritto da: angelo | 23/03/07 a 18:05
MA FRA TANTI SPRECHI DI MILIONI DI EURO, NON POTREBBERO SALDARE FATTURE EMESSE PER LA MANUTENZIONE DI IMPIANTI DI UFFICI PUBBLICI? 30000 EURO PER LORO SONO RIDICOLI,MA PER QUALCUNO E'LA SOPRAVVIVENZA!!!!! ORA METTONO MANO ALLE GIA' PENOSE (PER NOI)PENSIONI E VAI, PIU' NE TOGLI A NOI PIU' CE N'E' PER LORO!! CHE SCHIFO!!!!SPERIAMO CHE ALMENO LA STAMPA NON SI FACCIA METTERE A TACERE!!! GRAZIE
Scritto da: lina | 23/03/07 a 16:13