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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a PROVINCE COLABRODO:

Commenti

Marco

Le province sono delle voragini in cui vengono stracciati infiniti soldi pubblici. Berlusconi questo
non lo ha capito, anzi ha aumentato il numero di province.
Lo sa che è stato proprio Berlusconi che ha istituito la provincia di
Fermo? Una cittadina di 35.000 abitanti.. La nuova provincia avrà 170.000
abitanti complessivi. Le domando: ma a che serve? Ci sono mille altre
priorità, la disoccupazione.. La provincia di Ascoli ha fatto un bando per
giovani laureati e diplomati disoccupati (work experience) e per 200 posti
disponibili se ne sono presentati oltre 1600; mi chiedo se invece di
sperperare il denaro pubblico con enti inutili non sia meglio aiutare
concretamente i giovani che le assicuro ne hanno bisogno.

GASPARE SERRA

ABOLIAMO LE PROVINCE!
(http://spaziolibero.blogattivo.com)

Il tema dell’abolizione delle province non è nuovo e non può liquidarsi in poche righe (comunque la si pensi). Come ogni riforma istituzionale di rilievo che intacca posizioni di potere consolidate, questa è destinata in ogni caso a far discutere e a dividere tra sostenitori e denigratori.
Anche se ancora non in grado di assumere una posizione chiara e definitiva in merito (mancandomi sufficienti basi di giudizio), la mia idea è favorevole all’abolizione delle province.
Perché? Innanzitutto perché la Politica in Italia costa troppo ed occorre iniziare a fare i tagli mirati e le razionalizzazioni dovute. Ovviamente l’abolizione delle province dovrebbe essere solo il primo ed il più clamoroso dei tagli che la Politica si dovrebbe dare (dubito, però, che ciò accada, in quanto le province sono una riserva di poltrone e potere che fa comodo sia alla Destra che alla Sinistra, in specie a quella Sinistra radicale che -esiliata dal Parlamento- non vorrebbe perdere l’ennesima sede di rappresentanza politica!).
Perché eliminare proprio le province? Perché, dopo la costituzione delle regioni e la riforma del Titolo V della Costituzione, a livello locale le province sono l’ente con minori competenze (poche funzioni ed intermedie tra comuni e regioni) e più inefficiente nel rapporto costi-benefici. Del resto, deve far riflettere che l’Italia è l’unico Paese occidentale (ripeto, l’unico) in cui esistono ben tre livelli di governo territoriale sub-statale (comuni, province e regioni).
Perché è possibile eliminare le province? Perché, data la natura delle loro competenze, è ipotizzabile prevedere nuovi meccanismi istituzionali (in loro sostituzione) che garantiscano minori costi, maggiore efficienza decisionale e pari rappresentatività dei territori.
Fra le tante proposte configurabili, mi permetto di proporne una: perché non abolire le province e sostituirle a livello regionale con un nuovo organismo, che potrebbe chiamarsi “Consiglio Regione-Comuni”. Mi spiego meglio: delle competenze attualmente spettanti alle province molte si potrebbero affidare ai Comuni o alle Regioni, le restanti (quelle per l’esercizio delle quali sarebbe insopprimibile un coordinamento specifico con i territori) potrebbero affidarsi ad un Consiglio Regione-Comuni.
Da chi dovrebbe essere composto tale organismo? Per non moltiplicare i costi istituendo nuove cariche, questo potrebbe essere:
- composto da due rappresentanti per ogni provincia: i sindaci degli attuali capoluoghi di provincia più un ulteriore indaco per comprensorio provinciale eletto da un’assemblea dei sindaci della rispettiva provincia;
- e presieduto dall’assessore regionale agli enti locali (che vedrebbe aumentate le proprie funzioni, il proprio ruolo e -nel contempo- la propria responsabilità).
Un organo unico, quindi, in sostituzione della molteplicità delle province esistenti, dalla composizione snella, con maggiore capacità decisionale e comunque rappresentativo di tutte le istanze provenienti dal territorio.
Questa, ovviamente, è solo una delle possibile proposte realizzabili: quel che conta è comprendere che “è immaginabile un’Italia senza province!”.
Abolire le province è un progetto sensato, utile e che può migliore l’efficienza del governo territoriale. Perché si ottenga questo risultato, naturalmente, occorre che la Politica abbia la forza, il coraggio e la competenza di realizzare un progetto chiaro, efficiente e razionale di riforma istituzionale, anche contro i suoi stessi interessi particolari. E’ proprio questo, però, l’obiettivo più difficile da realizzare...

Gaspare Serra
(http://spaziolibero.blogattivo.com)

mosquito

ma come possiamo pretendere una benchè minima sensibilità ai problemi del paese con una classe dirigente che pensa esclusivamente ai "propri interessi x arrichire" noi abbiamo un parlamento pari a francia-spagna-inghilterra messi assieme! regioni-provincie-comuni che pululano di garantisti-fannulloni-assenteisti con stipendi vergognosi, ma che sono tenuti come serbatoi-elettorali, questo sistema e semplicemente lo specchio del nostro debito-pubblico CATASTROFICO- tutti furbetti che pensano di mungere una vacca che è sommersa dal pantano, politici, stampa e una parte di cittadini col cervello addormentato, vogliono farci credere che la storia possa continuare! Ma vogliamo veramente credere che i cani-parlano e gli asini-volano? ma vogliamo ridere o scherzare?

maria

Vogliamo risparmiare?
Diminuiamo lo stipendio dei parlamentari e il nugolo di persone che sta loro intorno.
Le province sono antiche come i comuni. I Consiglieri Provinciali non prendono niente rispetto al loro impegno e sono portavoce dei problemi di tutto il territorio. Le regioni sono da abolire! se vogliamo essere coerenti! I consiglieri regionali prendono un sacco di soldi e sono lontano dai cittadini, se non quelli del capoluogo dove hanno sede. E delle Prefetture, ne vogliamo parlare? Ormai sono superate!
Quando il governo vuole risparmiare guarda sempre in basso. Iniziasse da sè stesso, per una buona volta.
Io non ho la barca di 40 metri, ma nemmeno un'utilitaria decente!

davide

Abolire le Province?
Ma qualcuno si riconosce con nelle Regioni?
Forse gli abitanti del Capoluogo!
Le Regioni sono piuttosto enti che emanano norme non necessarie e, al 70% del proprio bilancio, servono a gestire il carrozzone della Sanità.
Per il resto delegano e controllano finanziamenti.
Ecco, a che servono le Regioni, distanti dai Caomuni e dai Cittadini.
Forse molto meno distanti dai politici.

lorenzofurlan

La necessità della abolizione delle Province dopo la nascita delle Regioni è apparsa chiara fin dai primi momenti e le proposte, anche di autorevoli esponenti politici, sono cominciate decenni fa. Nel tempo la richiesta è stata reiterata sempre più frequentemente in modo trasversale da più settori della società determinando di fatto un largo consenso . Incredibilmente fino ad oggi non vi è stata traccia di proposte concrete. In assenza di iniziative più qualificate di teorici preposti, per passare dalle parole ai fatti, dal lamento continuo alla proposta, un gruppo di semplici cittadini di cui sono portavoce, notte dopo notte, con il contributo di specialisti e di amici che intendono metterci del proprio per cambiare le cose, ha messo a punto una proposta concreta, con un percorso preciso per arrivare alla Abolizione delle Province. A tal fine è stato pubblicato un blog (www.aboliamoleprovince.it) che Vi prego di visitare. Saluti

Melo

L'attuale sistema di funzionamento dell'amministrazione pubblica con forti privilegi ai politici, spreco di risorse e mortificazioni per le classi deboli può creare discredito anche a coloro che si prodigano per il bene pubblico.

Gennaro Pace

Non eliminare nle province, ma fare un progetto globale di amministrazione strutturale e sociale, eliminare piuttosto i Comuni che sono proprio delle pallle di ...piombo ai piedi della macroeconomia!

Salvo

Tra i tanti sprechi perpetrati dalle Province, segnalo le periodiche forniture di selvaggina per ripopolare il territorio (leggasi forniture di bersagli agli elettori cacciatori). Solo qualche esempio: Provincia di Reggio Calabria, anno 2003, fornitura di fagiani, starne, lepri, cinghiali, coturnici, Euro 583.200,00; Provincia di Lecce, anno 2006, lepri provenienti dall’Est Europa, Euro 687.000,00; Provincia di Viterbo, anno 2006, lepri, Euro 90.000,00; Provincia di Catanzaro, anno 2004, fagiani, cinghiali, coturnici, Euro 157.791,00 etc.
Per ripopolare la slvaggina, a costo zero, basterebbero i divieti di caccia, anche a tempo definito, su determinate zone.

mario

In Sardegna sono state costituite quattro nuove province,una delle quali, Lanusei, con cinquantamila abitanti.Competenze incomplete o non interamente trasferite dalle vecchie province, scarse risorse ma con tutti i partiti naturalmente d'accordo, grazie ai nuovi consiglieri,giunta e presidenti, ovviamente ben retribuiti.
Che i sacrifici li facciano altri: i pensionati, i cassintegrati, i giovani in cerca di occupazione!

albertozen

Bisogna organizzare una manifestazione di protesta e imporre al Parlamento una modifica della Costituzione: NESSUNO PUO' FARSI LO STIPENDIO. PER IL PARLAMENTARE LO STIPENDIO E LE INDENNITA' DEVONO ESSERE APPROVATE DALLA CORTE DEI CONTI.
PER PRIMA COSA FIRMIAMO UNA PETIZIONE CHE SI TROVA SU comincialitalia.net

Embri

Vi dico come la penso. Ora come ora le province sono enti decisamente inutili, che potrebbero essere sostituiti da consorzi inter-comunali individuati con legge regionale. In realtà, se si dovesse mettere mano a una riforma, ci penserei su prima di rinunciare al DIMENSIONAMENTO provinciale, ottimo per aprire l'amministrazione locale eccessivamente campanilista a nuove forme di comprensorialità e per abolire l'amministrazione periferica dello Stato (prefetture, provveditorati,soprintendenze etc.), altro centro di spesa ormai di dubbia costituzionalità. Piuttosto mi chiedo se servano davvero le regioni, duplicati dello Stato (e autonomia dovrebbe significare innanzitutto meno Stato) in quanto dotati di un potere legislativo che ha aumentato esponenzialmente il numero di leggi, di balzelli e di vessazioni a danno dei cittadini. Senza le Regioni, l'amministrazione statale e con meno "egoismo" inter-comunale - tremendamente costoso - ritengo che vivremmo tutti molto meglio. Valorizzare il dimensionamento provinciale e rivoluzionare questo ente che evoca il cantone svizzero, fin anche cambiandogli nome (provincia significa " già vinta") potrebbe essere la chiave di una riconciliazione fra politica e cittadino che, purtroppo, non vedremo mai.

Andrea

Purtroppo credo che non sia possibile indire un referendum per l'abolizione delle Province perchè si tratta di materia costituzionale e quindi fuori dal campo di applicazione del referendum.
Invece il referendum si potrebbe fare qualcosa per eliminare enti intermedi, agenzie speciali e per ridurre il numero dei consiglieri regionali, provinciali e comunali.

stefano

nella nostra "ricca" provincia di Trento, non si usa la parola spreco, guai! Semmai si "foraggiano" intere categorie con contributi ecc. (quelli che producono...) per "avere" il loro consenso/appoggio e si è creata una rete di dirigenti/direttori enorme! Sul ns. territorio di 500 mila residenti, ci sono 223 COMUNI, 17 comunità di valle, 11 Comprensori, Comunità montane, Circoscrizioni ecc. ecc. Un piccolo sindaco prende almeno 2000 euro netti al mese! Questa è la forza dell'autonomia!!! Un es. concreto: un dirigente provinciale che si occupava della creazine delle piste ciclabili, vede passare le proprie competenze ad altro settore, quindi annuncia il suo pensionamento con rammarico. Ha un incontro con qualche vertice della Giunta prov.le, batte i pugni e...sorpresa, lo nominano dirigente generale delle piste ciclabili a 93 mila euro l'anno!!! E poi rompono le scatole per aumenti di stipendio della gente normale di 75 euro lordi al mese!!!! La cosa triste, è che questa gente non risponde mai del proprio operato, siano politici siano dirigenti ma anche i dipendenti normali. Ci si riempie la bocca con "meritocrazia", "efficienza" ecc. ecc. ma è soltanto fumo. Che tristezza, avessimo una classe dirigente che si preoccupasse anche poco di dare l'esempio, pian piano le cose miglirerebbero. Basta vedere come hanno affossato l'iniziativa legislativa dell'onorevole Cesare Salvi, leggetevi il suo libro, è esemplare! Un saluto

Gigi

Perchè nessuno ha pensato ad organizzare un referendum per l'abolizione delle province?

Gianni

Il Governo ha varato il nuovo "Codice per le Autonomie" per la ridefinizione degli enti locali: in pratica viene ribadita l'importanza del concetto di riduzione di tali enti "e mai l'aumento". Questo il Governo di centro-sinistra.
Lo stesso Governo prepara un emandamento che va esattamente nella direzione opposta: e cioè spinge per la costituzione di alcune nuove province. A firmarlo alcuni senatori dell'Ulivo e della Lega Nord, con il sostegno della Presidenza del Consiglio. Di cos'altro vogliamo parlare?

livio

noi paghiamo loro godono questa e la legge da destra a sinistra pero siamo comtenti cosi

tony.maltese

A proposito di provincie, appena oggi ho sentito che ce ne sono 21 di nuove in cantiere. Altro che abolizione o riduzione! A occhio e croce sarebbe un altro migliaio di poltrone (fra Consigli e Giunte) con relative indennità, cui andrebbe aggiunto il personale, i dirigenti, i servizi, le sedi, eccetera. Un eccellente maniera di continuare a far girare il volano dell'unico settore mai in crisi sul piano economico: la politica. Sarebbe un ottimo terreno in cui investire, con bei ritorni in appalti e servizi, per non parlare del mercato dei posti impiegatizi.Il tutto, è ovvio, a spese del contribuente.

bobo

parole, parole, parole che restano nell'aria...e intanto ...io pago,noi paghiamo!

louis88

Andiamo a vedere chi ci guadagna, quanto e perché, così capiremo perché si fanno le province inutili. E facciamo i NOMI per favore!!!

lucky strike

Del resto la Provincia di Piacenza essendo ultima in tutto, doveva essere prima in qualcosa: l'ascensore per gli storioni.
...ma che andassero a piedi come fan tutti!

GFN

OCCORREREBBE INDIRE UN REFERENDUM PER ABOLIRE PROVINCE E REGIONI COME ENTITà AMMINISTRATIVE. AL CITTADINO BASTA LO STATO ED IL COMUNE,
GFN

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