Strasburgo e Bruxelles: le due sedi dell'Europarlamento obbligano al pendolarismo oltre 3 mila funzionari. E costano 300 milioni. Ecco l'analisi di uno spreco continentale
Sono passate le nove di sera, piove e davanti all'aeroporto di Strasburgo si è formata una fila di uomini e donne. Alcuni hanno volti noti. Non dovrebbero essere qui, ma nell'aula dell'Europarlamento a votare. Oggi però Air France ha avuto una giornataccia. Un aereo guasto a Milano Malpensa, una tempesta di vento su tutta la Francia. Molti voli in ritardo. E non è finita. Non passano autobus e per raggiungere la città bisogna aspettare un taxi. Se ne va un'altra ora. Non perché ci sia tanta gente in coda. Ma perché non ci sono taxi. Basta guardare il numero di matricola: sono gli stessi quattro a fare avanti e indietro. Addio cena. Alle dieci per buona parte dei ristoranti è già tardi e nei pochi ancora aperti il cameriere dice che gli spiace, "ma la cucina sta chiudendo". Alla fine, tra strade deserte e saracinesche abbassate, ci si salva in un pub con caraffa di birra e un piattino di arachidi.
Se il futuro dell'Unione europea è proporzionato alla vitalità della sua capitale, c'è da perdere l'ottimismo. E questa non è nemmeno una delle serate più morte. È la cronaca di una sera qualunque, l'autunno scorso. Una delle 12 volte all'anno a Strasburgo in cui il Parlamento europeo si riunisce in sessione plenaria. Succede una settimana al mese, da gennaio a dicembre. Dalle 15 del lunedì alle 17 del giovedì. Nelle tre settimane senza gli europarlamentari e il loro ampio seguito, la capitale dell'Alsazia è ancor meno capitale. Diventa una tranquilla cittadina di 650 mila abitanti con la sua storia antica e recente. E con una megastruttura ingombrante e costosa di palazzi fantasma. Una cattedrale nel deserto completamente vuota. L'emiciclo da 785 posti, tanti quanti gli eletti nei 27 Stati Ue, più i banchi per assistenti, traduttori, osservatori. Ventuno grandi sale conferenze da 100 e 350 posti. Tredici sale conferenze da 20 e 60 posti con cabine per gli interpreti. Tredici sale conferenze senza cabine per gli interpreti. Le stanze per onorevoli, portaborse, funzionari, traduttori, giornalisti, rappresentanti della Commissione europea e dei governi nazionali: in tutto 2.650 uffici arredati e attrezzati. Più gli impianti tecnici, bar, ristoranti e servizi logistici. Costa cara la suddivisione dell'Europarlamento su tre sedi: Strasburgo (sessioni plenarie), Bruxelles (minisessioni e attività dei gruppi politici), Lussemburgo (gestione amministrativa, segreteria, traduzione degli atti).
Come per ogni seconda casa, buona cosa sarebbe che, via gli inquilini, venissero spente le luci, chiuso il riscaldamento, sbarrate le porte. Ma all'Europarlamento di Strasburgo non si può. Il personale dela sicurezza non abbandona i palazzi. Anche gli addetti alle manutenzioni restano al lavoro. Riscaldamento, illuminazione, computer, reti telematiche devono funzionare alla perfezione quando ritorneranno i parlamentari. Non si può bloccare una sessione plenaria perché le segretarie non riescono a stampare gli atti da votare. Anche perché di ogni atto vanno preparate almeno 785 copie tradotte nelle 22 lingue ufficiali. E lo stesso vale per la gigantesca sede di Bruxelles, la settimana in cui l'assemblea è riunita a Strasburgo. Così le casse dell'Unione europea, cioè i contribuenti, sono costretti a sopportare il doppione. Ma la storia non finisce con le spese di acquisto, affitto e mantenimento dei palazzi. C'è la carovana del ritorno.
Alle 17 del giovedì di plenaria, a Strasburgo ha inizio la smobilitazione. In realtà, grazie al veto di Air France alle concorrenti e alla scarsa redditività della linea, i collegamenti aerei dalla città francese sono così scomodi che molti deputati vanno via prima, a sessione ancora aperta. Concluse le votazioni, i 1.500 assistenti dei parlamentari e dei commissari europei raccolgono i loro documenti nelle casse da viaggio e si preparano a ritornare in Belgio. Lo stesso fanno i 1.745 funzionari dell'Europarlamento inviati da Bruxelles e da Lussemburgo. Più di 3 mila impiegati di vario livello che ogni mese si spostano a spese dell'Unione europea. Con rimborso del viaggio andata e ritorno: di solito, un biglietto di prima classe in treno di 90 euro da moltiplicare per due. Più l'indennità di trasferta. Più vitto e alloggio: un forfait di 160 euro al giorno oppure la copertura piena delle ricevute, secondo il contratto di lavoro oppure l'accordo con il gruppo politico di appartenenza.
Assistenti, funzionari e interpreti si muovono sulle loro gambe. Ma le casse di documenti bisogna portarle. E non è un lavoro da niente. Intanto perché sono 3.400. E pesano 40 chili l'una. Poi ci sono gli armadi, un centinaio: a tre piani perché quelli a quattro si ribaltavano addosso ai facchini. In tutto fanno 200 tonnellate di carta. Più altro materiale, come le divise degli usceri. Casse e armadi vengono caricati su 20 Tir. Il viaggio di 435 chilometri dura sette ore e più, dipende dai cantieri lungo l'autostrada. Tra giovedì notte e sabato il trasloco è completato. Le casse vengono ridistribuite nei corridoi sui quindici piani della sede di Bruxelles, ciascuna davanti al rispettivo ufficio in base alla targa di identificazione su fianchi e coperchio. E il lunedì mattina l'archivio è di nuovo a disposizione di parlamentari e funzionari. Fino al successivo giovedì che precede la sessione a Strasburgo. Allora l'operazione viene ripetuta al contrario. Ventiquattro volte l'anno tra andata e ritorno. Centoventi volte nei cinque anni di legislatura: fanno oltre un milione di euro di spese di trasporto. Con il ping-pong di settembre che ha sempre due sessioni. Perché bisogna recuperare la pausa d'agosto. Così venerdì 31 agosto 2007 i camion ripartiranno da Bruxelles carichi di casse e armadi per la sessione plenaria di lunedì 3 settembre a Strasburgo. Venerdì 7 ripoteranno tutto a Bruxelles. Venerdì 21 ripoteranno tutto a Strasburgo. Venerdì 28 riporteranno tutto a Bruxelles. Secondo un calendario approvato dai parlamentari ogni autunno per l'anno successivo.
Le casse sono le protagoniste di gag e disguidi in questa transumanza in doppio petto. A volte finiscono all'ufficio sbagliato. E hai voglia a ritrovarle tra 2.650 possibili destinatari. Così comincia la caccia al tesoro. Quasi sempre con e-mail via intranet: "Per favore, qualcuno ha visto la cassa numero...?". Un tempo erano di ferro, con spigoli affilati. Ed erano la causa principale di infortuni sul lavoro tra i parlamentari e il loro seguito: botte alle caviglie, tagli ai polpacci, senza contare collant e pantaloni strappati. Adesso sono di plastica con forme arrotondate. E il massimo della loro pericolosità è quello di nascondersi tra scrivanie e scaffali e fare lo sgambetto al primo onorevole distratto. Nemmeno la sostituzione delle casse è stata indolore per il budget europarlamentare. Le 'cantines', come le chiamano gli assistenti, hanno un design studiato apposta e sono costate 830 mila euro: 244 euro l'una. E siccome il design è speciale, il Parlamento ha dovuto comprare 800 cariole speciali per trasportarle nei corridoi.
Il 29 marzo nella minisessione di Bruxelles, l'Europarlamento presieduto dal tedesco Hans-Gert Pöttering ha approvato le linee guida del bilancio 2008. Con un passaggio che rischia di aprire contrasti tanto duri quanto quelli che hanno accompagnato la bocciatura della Costituzione europea. "Il Parlamento è particolarmente preoccupato per il costo dovuto alla dispersione geografica, in particolare per il numero di missioni intraprese dal personale nelle tre sedi di lavoro", è scritto nelle linee guida, "ed esaminerà la possibilità di razionalizzarle meglio".
Escludendo gli assistenti parlamentari, soltanto per il funzionamento amministrativo dell'Europarlamento nel 2005 sono stati pagati 71.369 giorni di trasferta fra le tre sedi. L'andata e ritorno tra Bruxelles e Strasburgo fa perdere due mezze giornate di viaggio. Cioè un giorno di lavoro, moltiplicato per dodici volte l'anno, moltiplicato per più di tremila dipendenti, che ai contribuenti costano tre volte: perché vengono pagate le ore di servizio, l'indennità di missione e le spese del treno. Ma quanto fa tutto questo in soldoni? L'argomento è finora tabù. Gli europeisti temono di dar voce agli euroscettici. E di irritare la potente lobby parlamentare francese. Soltanto una volta nella giovane storia dell'Unione europea è stato fatto il calcolo. Con un risultato spaventoso: il 16 per cento del budget totale dell'Europarlamento viene buttato in indennità di trasferta, stipendi di personale in esubero, riscaldamento, affitti e mantenimento di uffici vuoti dovuti alla dispersione geografica delle sedi. La relazione risale al 2002-2003 e porta la firma di Julian Priestley, allora segretario generale dell'Europarlamento. Lo studio di Priestley, senza prendere posizione, rivela tra l'altro che i costi di cinque giorni di sessione a Strasburgo sono il 33 per cento più alti che a Bruxelles. Tutti sanno che la capitale belga sarebbe la soluzione migliore, perché è già sede della Commissione europea ed è meglio collegata al resto d'Europa. Lo conferma un sondaggio informale tra 800 funzionari: 750 hanno votato l'emiciclo e gli uffici di Bruxelles. Ma i primi a non volerlo accettare sono i francesi. Così 78 milioni di euro l'anno se ne vanno per la gestione degli immobili temporaneamente vuoti, 42 nel mantenimento delle reti informatiche inutilizzate, 22 per il pagamento di personale al momento inutile, 18 in indennità di trasferta per i funzionari del Parlamento, 9 in spese varie e 34 milioni come conseguenza del recente allargamento. Il totale è di 203 milioni di euro l'anno soltanto per il funzionamento amministrativo.
La somma non tiene conto cioè dei milioni di euro rimborsati ai parlamentari e ai loro assistenti. E nemmeno dei costi in perdita di efficienza di tremila impiegati costretti a traslocare la loro sede di lavoro due volte al mese. Mettendo tutto insieme, lo spreco salirebbe a 300 milioni di euro l'anno o forse più. Una spesa che potrebbe essere indirizzata ad altri scopi.
Dopo la relazione del segretario generale, però, nessuno ha mai più osato scorporare le cifre dalle varie voci di bilancio su cui sono spalmate. Gli uffici amministrativi del Parlamento si guardano bene dal rivelarle. "Le cifre attuali sono sconosciute", ammette a 'L'espresso' il liberale tedesco Alexander Alvaro, "comprendiamo il valore simbolico di Strasburgo per la pace in Europa. Ma se l'Ue vuole maturare, è importante che elimini sprechi di denaro e di tempo. Strasburgo potrebbe tra l'altro diventare sede delle riunioni del Consiglio europeo, dei governi dell'Unione. Questo darebbe ugualmente alla città una buona esposizione mediatica".
Alvaro è tra i promotori della petizione sul sito www.oneseat.eu: il lungo elenco dei sostenitori va dal ministro liberale svedese Cecilia Malmström alla socialista olandese Edith Mastenbroek. Un'alleanza trasversale che abbraccia anche Verdi inglesi e italiani. In poche settimane la campagna per una sede unica ha raccolto oltre un milione di firme: secondo la Costituzione europea bocciata, un milione di adesioni sarebbe bastato per proporre la questione in Commissione.
La soluzione non è semplice. La sede di Strasburgo è prevista dai Trattati. E per modificare i Trattati serve il voto unanime di tutti gli Stati membri. Compresi Francia e Lussemburgo. Un accordo con il Grand Ducato impone che sul totale del personale dell'Europarlamento almeno la metà sia assegnata alla sede del Lussemburgo. Nel frattempo la Francia potenzia i collegamenti via terra. Come il Tgv che pochi giorni fa è arrivato da Parigi a Strasburgo in 140 minuti toccando i 575 chilometri all'ora. Un record che allontana ancor di più Strasburgo da Bruxelles. Perché tra le due capitali europee i pochissimi treni diretti continuano a viaggiare a velocità italiane: non superano mai gli 80 orari di media.

TUTTO GIUSTO!
Ma mi sembra che tutte queste "denuncie" sino come i " panem e cercensis" dei Romani.
Lasciamo ce il popolino ci insulti, ci trovi da ridire , chi se ne frega , basta che ci diano il voto e ci lascino fare i fatti nostri!
In tutti questi congressi fasulli pieni di aria fritta mai che ci sia uno del pubblico che si alzi in piedi e dica " BUFFONI PRIMA TOGLITEVI I PRIVILEGI E POI PARLIAMO"
Scritto da: domenico matarese | 30/04/07 a 16:43
Sono troppo nazionalista per amare questa utopica unione europea. Grande sbaglio ci fu quando si introdusse l'Euro (Prodi/conti in dollars).
Grande sbaglio fu togliere le frontiere e i controlli agli immigrati. L'Europa non é l'America dove ogni nazione é uguale all'altra, dove si parla una sola lingua, dove c'é una moneta non molto "cara". dove esiste un solo parlamento ed un unico presidente. L'europa non é l'America, ma una Torre di Babele, l'Inferno di Dante, il Paradiso dei corrotti, corruttori, ladri e mignotte. L'Europa é la fossa dei pensionati e la prateria dei criminali di tutto il mondo. L'Europa dovrebbe ricominciare a reintrodurre le vecchie e care monete rimpiazzate dal fraudolente Euro/Prodi, chiudere le frontiere e riaprire le dogane.
Nessun italiano, sono sicuro, é soddisfatto dall'andazzo odierno.
L'Europa?! Ma andasse a quel paese, diceva Alberto Sordi.
Scritto da: Non amo Pasolini. | 28/04/07 a 14:19
Sono capitato su questo blog quasi per caso…un po' sconcertato da certi interventi. In particolare quello firmato Federica (18/04/07) mi ha "impressionato" per le granitiche certezze che esprime.
Andando per ordine butto lì un paio di riflessioni (come vengono vengono):
Su se "l'Europa ha dato pace e stabilità al continente" Federica risponde decisa "Veramente? non credo proprio che se l'UE si sciogliesse domani la Francia invaderebbe la Germania. E poi ti dimentichi la NATO...".
Beata lei che ha questa sicurezza…riponendo una grande fiducia, chissà perchè, nella NATO. Senza entrare nel merito di cosa si debba intendere per "pace" o "stabilità" preferisco fare un esempio facile facile: Cipro. Grecia e Turchia sono state più volte sull'orlo d'una guerra. L'isola è stata divisa in due, impedendo il passaggio fra le due parti. L'ONU ha dovuto inviare i caschi blu (che sono là dal 1964) come forza d'interposizione. Ci sono stati colpi di stato, morti, scontri…con Grecia e Turchia che fanno parte della NATO fin dal 1955. Tuttavia il muro di Nicosia è stato abbattutto solo adesso, il 10 marzo 2007. L'interesse della Turchia per entrare nell'Unione Europea (e anche delle considerazioni economiche) stanno portando "pace" e "stabilità" in quella regione.
Su "l'Europa ha abolito le dogane e ci consente di portare da un paese all'altro ogni merce senza tasse" ribatte "vero in principio, ma ricorda che questo era già nato con gli accordi del BeNeLux".
Dunque ad essere precisi il Benelux è stato fondato nel 1958, mentre le Comunità Europeee lo sono state prima, nel 1951 (CECA) e nel 1957 (CEE e CEEA). A parte questo, mi verrebbe da dire a Federica "ricorda che (il Benelux) era già nato con gli accordi dell' UEBL (Union économique belgo-luxembourgeoise) " nel 1921. Quindi ?
Quindi è per questo che il franco belga e quello lussemburghese hanno sempre avuto dall'allora la parità fissa 1:1…di fatto la stessa moneta…e quindi parlando dell'Euro e dell'evento epocale che è stata la sua introduzione, lo potremmo tranquillamente sminuire dicendo.."boh, in fondo l'hanno già fatto nel 1921 Belgio e Lux…".
Probabilmente se andiamo indietro, la prima unione economica e politica la possiamo rintracciare in qualche città-stato della Magna Grecia e quindi ? E allora ?
Su "l'Europa ha eliminato il controllo alle frontiere" e la risposta "e allora come mai alla dogana di ventimiglia c'è la coda e ci sono i finanzieri??" ci si incammina nei discorsi da bar. A parte il fatto che a due passi da Ventimiglia c'è il Principato di Monaco (e che qualche controllo non fa male) e che la coda c'è anche se si va a Venezia, significa che non si conoscono gli "Accordi di Schengen" e cosa significano (non lo sto a spiegare ora).
Comunque, per dare anche qui un esempio terra terra ogni tanto la polizia belga si mette alla frontiera con l'Olanda e chiede i documenti e perquisisce le auto che rientrano in Belgio.. specialmente quelle piene di giovani allegri e un po' trasandati (mi sono sempre chiesto perchè?..). In ogni caso lo puo' fare…anche se, come recita Schengen, sono stati "aboliti i controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dello Spazio Schengen". Attenzione alla parola "sistematico" e "frontiera interna".
Su "l'Europa ci garantisce che tutti i prodotti rispondano a regole di produzione e sicurezza comuni"
Federica risponde "Vero". Ecco, qui ci sarebbe qualcosa da dire…"dovrebbe garantire" sarebbe più appropriato.
Su "l'Europa ci ha dato una moneta unica forte nel mondo"…il suo commento è "in realtà l'Euro avrebbe dovuto far abbassare i prezzi (vi ricordate gli slogan??) ovunque, ma è risultato il contrario. Ci avevano promesso che avremmo potuto comparare i prezzi ovunque in Europa, ma in realtà come mai allora un bene X costa tot Euro a ventimiglia e meno oltre confine??".
Confesso che non ho capito. Ok la delusione per come va l'economia e l'inflazione in Italia, ma l'Euro permette innegabilmente più facilmente di comparare i prezzi. "Come mai allora un bene X costa tot Euro a ventimiglia e meno oltre confine ?" Già, come mai una scatola di thè in bustine costa 1,50 a Milano, 1,29 a Bologna e 0,99 a Napoli ? Le stesse differenze di prezzo c'erano prima quando ancora c'era la lira, cribbio, non dipende dall'euro ma da zone economiche diverse. Per tornare ad un esempio terra terra (reale) fino ad un paio d'anni fa il latte in polvere per neonati in Italia costava più del doppio che negli altri paesi d'Europa (stessa marca, stessa confezione). Beh, io lo compravo per dei miei amici in Belgio e glielo portavo in quantità industriali in Italia. Grazie all'UE, non potevano dirmi nulla alla frontiera, se anche m'avessero fermato (finchè è per uso personale…). Non c'erano problemi di cambio per farmi rimborsare… Provate a fare la stessa cosa andando in Svizzera (mi riferisco sia a finanzieri e valuta).
Purtroppo devo fermarmi qui, per oggi. Peccato, perchè anche le altre "questioni" erano interessanti.
L'ultima poi che "nessuno si ricorderà la capitale dell'Irlanda" come oggi "nessuno si ricorda la capitale del Minnesota" se l'UE continua così meritava decisamente molta più attenzione di quanta gliene possa dare. Probabilmente un americano colto (sono rari, ma esistono) lo sa.
Come europeo m'interessa di più sapere che paese ha come capitale Tallinn.
Scritto da: Giuseppe | 26/04/07 a 19:20
Dalla padella alla brace. Appena la politica si muove e si muove con i nostri soldi, fa danni enormi. Una panacea per i nostri... politici.
Niente di nuovo, noi sempre con 1000 euro al mese. Mi sarei sorpreso del contrario.
Scritto da: ivan | 21/04/07 a 12:46
Ma, ora anche gli italiani riprendono gli argomenti degli euroscettici inglesi??
Bisogna ricordare una cosa, e per colpa di questi ultimi che delle sessioni parlamentari sono state trasferite da Strasbourg a Bruxelles, cioe ha provocato questo problema.
La loro intenzione: togliere il parlamento della Francia e dell'influenza di un paese considerato come federalista! Mica era per risparmiare i soldi dei contribuenti...
E il problema non e del Parlamento avere la sede in Strasbourg, e la mancanza di onesta dei parlamentari, e il lobbying continuo degli inglesi e altri nordici che non permitte che la sede torni a Strasbourg.
Ricordo anche qua che la costruzione del Parlamento a Bruxelles e stata fatta SENZA l'approbazione degli stati europei, ha costato al Parlamento europeo decine di millioni di Euro inizialmente e per corregere i problemi dopo, e questi soldi stranamente non se ne parla mai...
L'Europa se toglie la sede del parlamento a Strasbourg perdera definitivamente la sua anima...
Scritto da: Patrick | 19/04/07 a 12:34
Grazie Blanche per quello che hai scritto. Peccato per la risposta di Federica che non sa nulla di Europa. Io dico solo una cosa: questi sprechi sono vergognosi, dobbiamo fare qualcosa per eliminarli. Ma non prendetevela con i dipendenti delle istituzioni europee ma con i parlamentari di tutti i paesi che non hanno la volontà politica di porre termine a questa farsa dei traslochi mensili fra le sedi del Parlamento. Questi sono gli stessi che abbiamo eletto noi, non dimentichiamocelo.
Non ho voglia di replicare a Federica punto per punto ma una cosa mi da veramente fastidio: se anche i dipendenti delle istituzioni europee fossero anche 50 o 60 mila non mi sembra che sarebbe un grande scandalo visto che si devono occupare (diciamo così) di 450 milioni di europei e 25 Stati membri. Cara Federica e tutti quelli che la pensano come te: Quanti sono i dipendenti del comune di Roma? E quanti abitanti ha Roma? Fatevi un po' i conti.
Scritto da: Orazio | 19/04/07 a 12:23
A leggere di cotanto spreco,verrebbe voglia di dire: Europa va a quel paese!!!!
Ma che possiamo fare,almeno noi italiani che in quanto a costi della politica siamo probabilmente campioni del mondo!
Io ho sempre sperato che la UE portasse in italia un pò di correttezza (a livello politica),ma vedo che tutto il mondo è paese . Sono sfiduciato ed inc.....
C'è qualcuno che mi possa indicare un paese al mondo dove i politici sono onesti e la politica poco costosa?
Scritto da: alberto mazzoni | 18/04/07 a 22:19
dopo aver letto articoli come questo/visto inchieste in TV sullo spreco dei soldi pubblici... non sono più tanto convinta che sia giusto pagare le tasse come ho sempre creduto.
Scritto da: Federica | 18/04/07 a 11:37
in risposta al commento scritto da Blanche
"L'Europa ha dato pace e stabilità al continente: senza potremmo essere nella situazione dell'ex Jugoslavia."
Veramente? non credo proprio che se l'UE si sciogliesse domani la Francia invaderebbe la Germania. E poi ti dimentichi la NATO...
"L'Europa ha abolito le dogane e ci consente di portare da un paese all'altro ogni merce senza tasse."
Vero in principio, ma ricorda che questo era già nato con gli accordi del BeNeLux.
"L'Europa ha eliminato il controllo alle frontiere."
e allora come mai alla dogana di ventimiglia c'è la coda e ci sono i finanzieri??
"L'Europa ci garantisce che tutti i prodotti rispondano a regole di produzione e sicurezza comuni."
Vero
"L'Europa ci ha dato una moneta unica forte nel mondo (la cui cattiva gestione a livello nazionale ha portato l'inflazione)."
in realtà l'Euro avrebbe dovuto far abbassare i prezzi (vi ricordate gli slogan??) ovunque, ma è risultato il contrario. Ci avevano promesso che avremmo potuto comparare i prezzi ovunque in Europa, ma in realtà come mai allora un bene X costa tot Euro a ventimiglia e meno oltre confine??
"L'Europa ci ha dato la possibilità di lavorare all'estero."
già c'era!!
"L'Europa ci ha dato l'Erasmus per studiare fuori dai confini nazionali.
L'Europa è leader mondiale nella lotta per l'ambiente."
Vero
e sul resto scritto da Blanche. è vero che il budget rappresenta "solo" 1% del PIL Europeo, ma bisogna anche vedere come lo si spende. Al momento i due terzi sono ancora assorbiti dalla famigerata PAC, la Politica Agricola Comune, che sostiene prezzi alti, sprechi e montagne di prodotti lasciati a macerare (pomodori, arance...).
I dipendenti UE sono ben più di 30.000. In realtà come nel caso dei costi dell'Europarlamento, nessuno vuole ammettere realmente quanti siano, comunque facendo dei calcoli conservatori a partire dal budget dovrebbero aggirarsi intorno ai 43.000 più o meno.
e riguardo ai sprechi, considerate anche che da questo budget finanziato con i nostri soldi si pagano gli stipendi dei dipendenti europei. Attualmente lo stipendio più basso è 2.300 Euro lordi (per segretarie e uscieri del livello più basso). Quello che non dicono è che questi stipendi sono esentasse, si paga solo un contributo all' UE del 12%, quando in Belgio (Paese dove lavorano la maggior parte dei dipendenti UE) le tasse sul lavoro dipendente sono sopra al 40%.
Viva l'Unione Europea? ma chiediamoci cosa vogliamo prima!!
Vogliamo un superstato stile "Stati Uniti d'Europa"? Dove nessuno si ricorderà la capitale dell'Irlanda proprio come oggi nessuno si ricorda di quella del Minnesota o del Montana?
Scritto da: Francis | 18/04/07 a 11:08
Amo l'Europa Unita. Speriamo che i politici non la rovinino. Spero nei politici dell'Europa del Nord per portare un po' di moralita' in questa meravigliosa organizzazione.
Scritto da: Twain | 17/04/07 a 22:23
parigi -bruxelles in talis al costo di circa 36 euro per un'ora e mezza circa di viaggio,,dovrebbe andare oltre i 200km/h....altro che 80km/h di media!!!!
Scritto da: emanuele | 17/04/07 a 20:02
Articolo strepitoso di Gatti, complimenti (e complimenti per il premio di giornalismo UE).
La stagnazione giuridica dell'UE si traduce concretamente nell'elefantiaco apparato amministrativo-burocratico. Recentemente si è festeggiato il cinquantenario della fondazione della comunità europea. Forse sarebbe il caso di ripensare due o tre cosette. Giusto così per fare.
Scritto da: blanche | 16/04/07 a 23:50
Una (lunga) risposta un po' per tutti:
L'Europa ha dato pace e stabilità al continente: senza potremmo essere nella situazione dell'ex Jugoslavia.
L'Europa ha abolito le dogane e ci consente di portare da un paese all'altro ogni merce senza tasse.
L'Europa ha eliminato il controllo alle frontiere.
L'Europa ci garantisce che tutti i prodotti rispondano a regole di produzione e sicurezza comuni.
L'Europa ci ha dato una moneta unica forte nel mondo (la cui cattiva gestione a livello nazionale ha portato l'inflazione).
L'Europa ci ha dato la possibilità di lavorare all'estero.
L'Europa ci ha dato l'Erasmus per studiare fuori dai confini nazionali.
L'Europa è leader mondiale nella lotta per l'ambiente.
L'Europa ci ha dato un sogno in cui credere che è più grande del nostro portafoglio.
A proposito di soldi:
il budget europeo annuale(per 27 stati e circa 470 milioni di cittadini) è di 100 miliardi di euro, l'1% del PIL europeo (quelli statali sono decine di volte superiori).
I dipendenti dell'Unione europea sono 30.000, più o meno quelli di una città come Roma o Milano.
Precisato questo sono d'accordissimo che il fatto denunciato nell'articlo sia uno spreco immenso ed ingiustificato. La trasferta a Strasburgo è tra l'altro odiata da tutti i funzionari e da molti parlamentari ( a parte quelli francesi che sono però in palese conflitto di interessi).
Viva l'Unione Europea
Scritto da: catilina | 16/04/07 a 17:24
guardando attentamente le firme salta all'occhio che nessun parlamentare italiano ha firmato!!!
Scritto da: eleonora mura | 16/04/07 a 17:07
circoscrizione, comune (comunità montana -consorzio di bonifica) area metropolitana, provincia, regione, parlamento, senato, parlamento europeo, nazione unite.
bella piramide.... peccato che alla base ci stiamo noi.. con le nostre tasche sempre più svuotate!!! :(
Scritto da: Luigi | 16/04/07 a 12:31
Visitate il sito www.oneseat.eu e firmate anche voi per mettere fine a questo scempio. E' una petizione nata da un'europarlamentare finlandese.
Scritto da: elidarda | 16/04/07 a 11:32
questo è nulla !!
Lo sapete che ilpersonale di bruxelles si rivende i biglietti aerei ? allora il giochetto è che si fanno dare un biglietto tariffa piena, lo rivendono cambiando nome e loro viaggiano in low cost (incontrati ) .... schifo ? no ribrezzo !!
ad maiora
Scritto da: ao ! | 15/04/07 a 15:31
L'Europa ci costa, e molto, ma possiamo dire che siamo europei (cosa vuol dire? mah)E' stato trovato un altro sistema per dare soldi ai politici ad un livello più alto poichè non si poteva più spremere la gente per la politica nazionale, l'Europa è quella che ci farà pagare interessi maggiori su tutto perchè una struttura simile costa moltissimo, ma siamo felici lo stesso, tanto peggio di così...
Scritto da: zancoma | 14/04/07 a 12:01