Questa inchiesta pubblicata nel numero de L'espresso in edicola nasce da una segnalazione spedita il 26 marzo da Totò a www.spreconi. Giuseppe Lo Bianco ha verificato quanto ci ha scritto Totò. Ed ecco il risultato.
L’hanno distribuita ad alcuni milioni di siciliani pescati nel caos anagrafico dai capricci di un computer, la stavano consegnando a 90 mila morti, l’hanno spedita a 21 mila cittadini non residenti in Sicilia e, in molti casi, l’hanno anche inviata due volte, con due lettere di accompagnamento firmate dal governatore Totò Cuffaro. È la “compagna di vita”, come l’ha battezzata lo slogan scelto per lanciare la tessera sanitaria: una card azzurra, plastificata, con gli stemmi dell’Europa, dell’Italia e della Sicilia, nome e cognome e codice fiscale e un microchip sopra la data di scadenza, 24 luglio 2011. Cuffaro l’ha definita una “novità rivoluzionaria’’: doveva servire ai cittadini per eliminare code e alla Regione per monitorare la spesa sanitaria, che in Sicilia è sempre più una voragine. Ma a distanza di un anno si è rivelata solo un’inutile copia del codice fiscale. Non è servita nemmeno per sostituire il vecchio libretto sanitario. Insomma, un inutile pezzo di plastica, con risvolti di umorismo tragico degni di un’opera di Gogol.
L’ennesimo progetto-fantasma della sanità isolana parte alla fine del 2005, quando sull’onda dei piani di e-government, nasce “Sicilia e-innovazione”: una società a capitale regionale per armonizzare e gestire tutti i progetti informatici della Regione. Gli obiettivi sono ambiziosi: si parla di cablaggio, banda larga, sportelli unici e reti civiche. La società poi mette su famiglia e genera un gruppo: “Sicilia e-Sanità”, “Sicilia e-servizi” e infine “Sicilia e-reti”, che vanno in liquidazione dopo l’entrata in vigore del decreto Bersani sulle liberalizzazioni e sul divieto di affidamenti diretti da parte della pubblica amministrazione.
Si fa in tempo, però, a stringere un accordo strategico con “Lombardia informatica”, una società pubblica partecipata dalla Regione guidata da Roberto Formigoni, che ha il suo centro di calcolo in Val d’Aosta e che entra con il 30 per cento nell’iniziativa palermitana. Grazie all’asse con Milano si parte: la tessera stampata in 4.800.000 esemplari viene presentata nel marzo 2006. Ha un microchip che, si dice, garantirà una serie di servizi, «sia in ambito pubblico che privato, il cui limite», è scritto nel comunicato stampa, «è soltanto la fantasia». Ma il progetto rivoluzionario non ha fatto i conti con l’anagrafe siciliana, e con quella sanitaria in particolare.
In Sicilia, dove l’informatizzazione delle reti è all’anno zero, le anagrafi non dialogano generando il caos totale. Ben 400 mila tessere vengono stampate con dati sbagliati e mandate direttamente al macero. Altre decine di migliaia sono spedite per errore. Accade infatti che i piccoli comuni, dove gli impiegati lavorano ancora a mano, comunicano solo dopo anni (o non li comunicano affatto) i nomi dei morti alla Regione per la cancellazione degli assistiti. Con il risultato che i medici di famiglia, in buona e in cattiva fede, continuano a percepire le indennità. Dopo avere inghiottito i dati, dunque, il cervellone stava per spedire la preziosa carta plastificata a oltre 90 mila morti. Le “tessere ai defunti” vengono fermate all’ultimo momento. Nulla invece ferma il decollo della Cuffaro Card verso il resto della Penisola: perché oltre ai decessi, il computer ignora anche i traslochi e spedisce il tutto anche ai non più residenti. In 21 mila se la sono trovata nella casella della posta, pur non avendo più diritto ai servizi pagati dalla Sicilia.
In questo caso, la colpa sarebbe però dell’Agenzia delle entrate, che ha fornito i dati delle dichiarazioni dei redditi aggiornati all’anno precedente.Tra gli aventi diritto, invece, molti non l’hanno ricevuta. Mentre non mancano i doppioni. «Ho ricevuto due tessere e, purtroppo, anche due lettere di Cuffaro», racconta Renato Costa, leader della Cgil medici: «Il mio nome è stato inserito nella banca dati in due modi diversi. E come me, due volte l’hanno ricevuta numerose altre persone. Che senso ha avviare un’operazione simile senza prima riordinare l’anagrafe sanitaria, rendendola affidabile? Soprattutto, come si può pensare di garantire questo servizio ai cittadini se l’interfaccia naturale della tessera, gli ospedali e i pronto soccorso, non hanno i terminali informatici per inserire sulla carta le prestazioni?».
Oggi la tessera non serve sostanzialmente a nulla. Chi l’ha presentata in un ospedale francese per caricare i costi sull’amministrazione regionale ha ricevuto come risposta una risata ed è stato obbligato a pagare. E chi pensava di sostituire il vecchio libretto sanitario ha dovuto cambiare idea. Adesso è tutto fermo. Restano le società regionali, dalle quali sono usciti i lombardi, con le partnership, i dirigenti, le assunzioni, i contratti di forniture: tutto in attesa di un provvedimento della giunta regionale che superi l’impasse imposto dal decreto Bersani.
Costo dell’operazione? Cifre non ce ne sono, all’assessorato siciliano al Bilancio, che gestisce l’affaire dopo avere di fatto esautorato la Sanità, si parla di “alcuni milioni di euro’’. «Cuffaro dovrebbe scrivere una lettera ai siciliani per chiedere scusa per una sanità che, più che offrire servizi per tutti, sembra garantire affari per pochi», dichiara Antonello Cracolici, capogruppo ds all’assemblea siciliana: «L’informatica garantisce trasparenza, l’assenza mantiene il caos, dove è più facile fare affari. Questa, senza giri di parole, è una truffa».
E i compensi pagati dalla Regione ai medici di famiglia per i 90 mila assistiti deceduti? L’accordo con la Federmedici prevede che il denaro percepito indebitamente dai sanitari venga detratto dalle future indennità, senza interessi. n

a me non importrebbe dei privilegi se tutti avessero il giusto per vivere dignitosamente.sono certa di non essere sola a pensarlo,ma quando esiste lo spreco sconsiderato e d'altro canto il taglio dei fondi per la ricerca se non la chiusura dei centri di essa, a me passa lo voglia di andare avanti lasciando lo spazio piu' completo alla rabbia e alla indignazione.vicky.
Scritto da: vincenzina | 18/05/07 a 18:22
Chiedo scusa a tutti i siciliani onesti ma io mi vergogno di essere un siciliano quando a governarmi c'è un tipo come cuffaro. Scusate ancora
Scritto da: Piero | 02/05/07 a 16:23
Anche la card distribuita nel Friuli Venezia Giulia ha la stessa (in)utilita'...
Mia madre e' venuta a trovarmi in Olanda e quando ha avuto bisogno di alcune visite mediche le e' stato detto che la card, che avrebbe dovuto sostituire l'E111, non era invece riconosciuta come documento valido.
Di conseguenza ha dovuto pagare di tasca sua, e ora sta tentando di chiedere il rimborso.
La funzionaria dell'Ufficio Relazioni Internazionali di una delle ASL triestine, dopo averle chiesto in quale valuta avesse pagato (ignorava, evidentemente, che i Paesi Bassi appartenessero nell'Eurozona!!!), l'ha invitata a rivolgersi al Ministero della Sanita' olandese (!!!).
No comment...
Scritto da: Fabi | 28/04/07 a 19:42
Anche in Emilia Romagna abbiamo questa fantastica tessera...l'unico utilizzo che ne ho fatto fino ad ora è quello di comprare le sigarette al distributore...tutta salute insomma!
Scritto da: elisa | 18/04/07 a 12:43
Perchè nella povera e "sfigata" Bielorussia si fa tutto con il solo passaporto?
Non esiste carta di identità, tessera sanitaria, codice fiscale e nessun altra delle 100.000 tessere che in Italia vengono distribuite. Basta sempre il numero del passaporto! che ti segue per tutta la vita.
Mauro Telani
www.belarus.it
Scritto da: Mauro Telani | 16/04/07 a 12:57
A parte le volute disfunzioni e gli sprechi, la tessera sanitaria e' inutile anche altrove: nel Lazio le ASL costringono gli utenti a maratone burocratiche basate su fogli di carta, ma la tessera non viene richiesta mai.
Bruno
Scritto da: Bruno Papalia | 16/04/07 a 11:31
come siciliana mi vergogno di cuffaro ( e' indifendibile ), pero' devo dire che sono stata l'unica in famiglia a ricevere la tessera ( sono residente in italia e vivo in spagna ).
ho avuto bisogno di assistenza ed esami ospedalieri ed ho utilizzato la card senza spendere un euro.
non vorrei, visti i commenti, che qui in buona fede l'abbiano accettata e mi arrivasse un addebito dalla regione siciliana .
Scritto da: tata | 12/04/07 a 13:25
Ma chi sa spiegarmi come mai in Sicilia, regna ancora una persona come Cuffaro??? Leggendo i commenti( anche in altri siti ) dei siciliani, vedo che tutti sono contro di lui, tutti non lo sopportano. Ma, allora, chi e' che lo vota? E chi e' che continua a votare persone uguali a lui? Chi e' che, per anni, ha permesso che la Sicilia fosse preda di questi squali?I fantasmi???...io proprio non lo capisco. Sono siciliana, non vivo piu' nella mia regione, ma non ho mai votato per Cuffaro e non voterei mai per lui, neanche se fosse rimasto l'ultimo uomo sulla terra.
Scritto da: Daniela | 10/04/07 a 21:59
Che dire? Vergogna!!! Sono Siciliano e mi vergogno! La card? Mai ricevuta!!! Visto l'andazzo: sono forse morto e non me ne sono accorto?
Saluti.
Scritto da: Maurizio | 08/04/07 a 20:35
La mia vicina di casa è morta nel 2001 a settembre le è arrivata la carta...Che vergogna.E' pensare che hanno aumentato i ticket sanitari perchè mancano i fondi.
Edo da Catania.
Scritto da: Edo | 08/04/07 a 09:48
A me sembra una cosa ottima... ma come per tutte le cose nuove e visto lo stato dlela burocrazia è normale che c siano dei problemi di startup...
Scritto da: Daniele | 07/04/07 a 20:17
Salve a tutti,
anch'io sono vittima di questa card inutile: ho avuto bisogno di una prestazione sanitaria che sarebbe stata coperta dai vecchi moduli E111 e E118 ma all'ASL mi avevano detto che erano sostituiti dalla card... Risultato? Andato dal dottore, mi ha riso in faccia e mi ha fatto pagare di tasca mia senza prospettive di rimborso.
Bravo, on. Cuffaro.
Scritto da: davide | 07/04/07 a 18:01
ora si spiega come mai, anche se fossi scritto alla USL di bologna da ben due anni, ho ricevuto questa carta.
Scritto da: gabriele | 07/04/07 a 16:16
Che incompetenza. Chissà chi realmente ha il potere giu in Sicilia. Cuffaro è solo un burattino e questa situazione non fa altro che aggravare la gestione della regione.
Scritto da: Paolo | 07/04/07 a 15:45
ma questa tessera c'è in tutta italia già da un anno! con gli stessi problemi della sicilia
Pierre
Scritto da: PIERRE LOTI | 07/04/07 a 14:57
Ma non era già stata appioppata qualche anno fa, a tutti i cittadini italiani, una simile inutil-card sanitaria? Già il governo Berlusconi aveva provato a rivoluzionare la sanità partendo dalla scheda, e subito ci eravamo accorti che era completamente inservibile, perchè la regione sicilia ha rimandato un'altra inutil-card?
Scritto da: gianni | 07/04/07 a 13:36
Molto interessante. sono andato a guardare il sito di T.Cuffaro ... un modello di megalomania ... quanta incivilta
Scritto da: aeschlimann | 07/04/07 a 07:54
Sono un medico che lavora da 15 anni in uno dei tanti presidi di guardia medica della sicilia. Volete sapere l'ennesimo spreco, molto simile a quello delle tessere, che sta per essere perpetrato nella regione Sicilia? Ebbene, state a sentire: la recente Convenzione dei Medici Generici recita che "non possono essere attribuiti ulteriori posti di medico di guardia medica se non prima viene ristabilito il rapporto di un medico ogni 5000 abitanti". Ebbene, la regione siciliana, poichè si avvicinano le elezioni amministrative, sta facendo il conteggio delle sedi vacanti di guardia medica per assumere altri medici di guardia medica, senza applicare la legge, e cioè senza rispettare il suddetto rapporto di un medico ogni 5000 abitanti, razionalizzando le sedi e renderle piu' funzionali ed efficienti.
La conseguenza sarà che assumeranno altri medici (per avere una manciata di voti), lasciando precari (a part time) i medici assunti da oltre quindici anni nelle sedi di guardia medica, senza dare a questi ultimi alcuna possibilità di avere uno stipendio decoroso!
Per accaparrarsi qualche centinaio di voti, questi amministratori preferiscono sprecare milioni di euro, piuttosto di ridurre le (troppe) sedi di guardia medica, non applicando le leggi vigenti, e lasciando a marcire medici ultracinquantenni in sedi fatiscenti, senza possibilità alcuna di raggiungere il tempo pieno. E' davvero una vergogna!
Scritto da: Concordo al 100% e sono un medico | 06/04/07 a 23:41