L'ennesimo scandalo: soldi pubblici regalati alle cliniche private. Cento milioni di euro, senza che ne avessero diritto. Questa è una sintesi dell'inchiesta di Pescara sulla sanità abruzzese, che Primo Di Nicola racconta sul numero in edicola.
Oltre il buco anche la beffa. Perché in Abruzzo il tentativo di mettere ordine alla voragine nelle spese della sanità si è trasformato in una gigantesca truffa contabile a vantaggio dei baroni delle cliniche private. Secondo gli investigatori, i soliti noti delle case di cura convenzionate sono riusciti a mettere le mani su un tesoretto da 100 milioni di euro. Soldi prelevati dalle casse della regione con una facilità tanto impressionante quanto sospetta: è bastato presentare un’autocertificazione per ottenere fiumi di denaro. Una pacchia ai danni del contribuente, benedetta dalla vecchia giunta regionale di centrodestra e proseguita con modalità diverse anche con quella di centrosinistra. Adesso forse la festa sta finendo. Le Fiamme gialle, la Corte dei conti e la Procura della Repubblica di Pescara si sono calate nel baratro della sanità pubblica abruzzese, che fino al 2005 aveva accumulato debiti per 682 milioni di euro, cercando di capire quanto del denaro era stato realmente speso e quanto invece si era perso nei meandri del malaffare. Il risultato è choccante: ben 100 milioni di euro, 200 miliardi delle vecchie lire, sarebbero stati indebitamente riconosciuti ai titolari delle cliniche. Oltre 100 milioni che potrebbero venire richiesti a tutti i responsabili della giunta protagonista dello scandalo.
Al centro dell’intrigo c’è un meccanismo molto di moda nella finanza pubblica degli scorsi anni: la cartolarizzazione, ovvero la vendita di beni (crediti, immobili) pubblici. In Abruzzo si è pensato di applicarla alla sanità, con un progetto che avrebbe dovuto fare scuola nell’Italia delle regioni sprecone. Invece, secondo gli inquirenti, l’operazione si sarebbe trasformata in un capolavoro del malaffare. La brutta storia inizia nel 2004 quando l’allora governatore Giovanni Pace (An) decide di ripianare i debiti sanitari: tutti soldi che le Asl dovevano pagare alle cliniche private. Si stabilisce di cartolarizzare i crediti: la Finanziaria regionale (Fira) li acquista dai privati e li gira a una società veicolo (Cartesio srl); questa emette obbligazioni con i cui proventi la Fira paga i privati; la Regione rimborsa i titoli previo accordo con le Asl che devono riconoscere i crediti dichiarati dai privati. Così parte la cartolarizzazione: una prima tranche per 336 milioni conclusa da Pace nel 2004; un’altra da 346 milioni portata invece a termine dal successore Ottaviano Del Turco. È proprio sulla cartolarizzazione di Pace che la Guardia di finanza ha scavato a fondo. Secondo le Fiamme gialle l’operazione parte male sin dall’inizio, quando si tratta di individuare i crediti dei privati. Accanto a quelli vantati per prestazioni regolarmente fatturate e contabilizzate (credito performing) vengono infatti inseriti anche i crediti presunti (non performing). Ossia i crediti che i titolari delle cliniche potrebbero vantare in futuro per il periodo 1995-2001. È chiaro che si tratta di crediti non esigibili. Ma l’allora assessore alla Sanità Vito Domenici (Fi) nell’aprile 2004 va anche oltre: convoca i rappresentati delle case di cura invitandoli a formulare, addirittura «sotto forma di autocertificazione», le loro pretese per quei sei anni. Una manna per i padroni delle cliniche che presentano conti salati quanto evanescenti: chiedono 39 milioni alla Asl di Chieti, 38 a quella di Pescara, 23 a quella di Avezzano-Sulmona. In totale fanno quasi 100 milioni di euro nella ripartizione dei quali fa la parte del leone Vincenzo Maria Angelini, finanziatore di Forza Italia.
Il primo aspetto singolare della vicenda, spiegano le Fiamme gialle, è che mentre l’assessore chiede alle case di cura l’autocertificazione dei crediti, si guarda bene dal controllare la fondatezza di quelle richieste. Sì, nessuno verifica se i pretendenti avevano diritto o meno ai rimborsi milionari: non lo fa l’assessorato, non lo fanno nemmeno le Asl. È solo la Guardia di finanza a studiare le autocertificazioni. Gli investigatori scoprono che le somme invocate dai privati riguardano cure e ricoveri «in quantità eccedente il budget annualmente fissato dalla Regione»: cifre difficilmente esigibili in base ai regolamenti. Inoltre queste autocertificazioni sono connotate da «una manifesta carenza documentale» e in molti casi le prestazioni sanitarie relative non sono state nemmeno fatturate. Rimborsi per il nero? Non solo: per molti di questi crediti le case di cura non hanno avviato un contenzioso giudiziario, segno che non ritenevano di potere ricevere quei soldi. Insomma, un regalo.

Povera Patria/ schiacciata dagli abusi del potere/ di gente infame che non sa cos'è il pudore/... etc., etc., Franco Battiato ha sempre ragione, risentitevi il suo brano. Ciao
Scritto da: Carlo Giannascoli | 02/07/07 a 00:50
Un appello a tutti coloro che si sfogano qui: trasformiamo l'energia sprecata nella protesta in energia positiva per il cambiamento. Io mi sono reso disponibile a coordinare tutto questo. Fatevi avanti e contattatemi. Le cose si cambieranno solo quando ci alzeremo da questa sedia e inzieremo a dare un contributo alla "rivoluzione positiva". Il cambiamento del sistema inizia da ognuno di noi.
Scritto da: Roberto Santi | 26/06/07 a 12:21
In Liguria stiamo costituendo un nuovo movimento politico A-partitico nazionale che vuole mettere al centro della propria azione la riduzione dei costi della politica e la questione morale (le due facce opposte della stessa medaglia). Non riteniamo infatti che che chi siede oggi in Parlamento sia in grado di affrontare seriamente la questione. Fosse così si sarebbe già fatto da tempo. E' fin troppo facile che le dichiarazioni del momento siano legate più alla contingenza elettorale e all'onda dello sdegno determinato dal successo del libro "La Casta" di Russo e Stella.
Questi due aspetti sono da considerare non solamente un problema etico... l'etica non ha mai goduto di grande fortuna dalle nostre parti, ma di un aspetto prioritariamente economico. Riteniamo infatti che siano proprio questi due elementi, strettamente connessi ad aver impoverito il Paese.
Io ho scritto un libro che si intitola "Camici sporchi" (non comprarlo... non sono qui per questo) dove denunciavo, nella forma di un romanzo, le malefatte perpetrate ai danni dei pazienti in una ASL ipotetica che è tutte le ASL d'Italia, nei giudizi dei lettori. Non è cambiato nulla e neanche lo immaginavo.
Non ho molto tempo per spiegare i dettagli. Ti basti sapere che da quel romanzo è partita un'indagine, in una parte d'Italia, dei Carabinieri (chiamata, appunto "Camici sporchi"). SI sono messi di traverso i deputati locali (centro destra e centro sinistra) per fermare tutto. Il principale indagato, un capo sindacale nominato direttore di un dipartimento fantasma per mandarlo in pensione con il doppio del suo stipendio e che ha piazzato una figlia falsa (ma falsa falsa... sta benissimo e lo dico da medico) invalida nell'ASL. Il maresciallo è ora ricoverato in terapia intensiva perchè per il nervoso si è fatto due infarti, il capo sindacale è stato eletto nel consiglio comunale della sua città nella lista di Forza Italia.
E tornando agli aspetti più generali: Noi abbiamo gli stipendi più bassi d'Europa e i costi della politica (ci metto dentro tutto, non solo gli stipendi dei parlamentari nazionali e regionali) più alti del mondo, come pure quelli dei manager pubblici e privati, non solo quelli bravi, ma anche quelli che hanno ridotto sul lastrico le aziende che dirigevano.
Dobbiamo far capire alla Gente che questo sistema non conviene più. E non basta star qui seduti a battere i tasti di questo pc per chattare e bloggare vomitando dissenso e disperazione e rabbia e fristrazioni: dobbiamo fare politica. Perchè la politica si cambia da dentro (a meno che non si scelga la strada della lotta armata... cosa oggi poco praticabile).
Dobbiamo capire che la politica di bassa cucina che ci propinano tutti i giorni è articolata ad arte per alimentare quel senso di sconforto e rassegnazione che conduce la Gente a non votare. I vari Rutelli, Fassino, Diliberto, Prodi, Berlusconi, Fini, Casini... se ne fregano altamente dell'astensione. Anzi: è proprio l'astensione che li mantiene saldi in sella anche se si riduce il numero di persone che votano per loro. E' sufficiente alimentare un po' di clientele e un po' di ideologia e il gioco è fatto.
Ecco io ho in mente un mondo nel quale si premiano gli intelligenti e i meritevoli, anzichè i furbi, dove i giovani possono metter su famiglia (altro che "Family Day"... che Family ti metti su con 600 €... quando va bene di stipendio al mese?) dove chi delinque, violando qualunque legge, non solo onmicidio, furto e rapina, paga. Un mondo dove nessuno tocchi Caino (sono Radicale convinto e con tanto di tessere), ma dove anche qualcuno aiuti Abele...
Insomma: non voglio rubarti molto tempo. Ce ne sarebbe da dire. Io lo faccio scrivendo libri, Tu leggendo, e magari commentando queste righe. Ma nè i miei libri né l'informazione indipendente o non servita, né i blog cambieranno una virgola di questa Società. Io voglio tornare a fare Politica: una Rivoluzione Positiva e senza armi, ma efficace. E lo chiedo a tutti quelli che, rassegnati, non vanno a votare o che votano turandosi il naso (come suggeriva il buon Indro) e la bocca, e le orecchie e gli occhi.
Perchè noi due non possiamo fare nulla. Noi qualche centinaia di miglia o più sì. Contattami e, se sei d'accordo, fai girare questa email.
Scritto da: Roberto Santi | 07/06/07 a 20:41
Torino 3/6/07
Rimango senza parole di fronte a queste cose. C'è bisogno di partecipazione e consapevolezza da parte dei cittadini.La delega politica con il voto non basta.Occorre partecipare in ogni luogo. La famiglia, la scuola, il posto di lavoro e in tutte le occasioni in cui si può esprimere una opinione. Dialogando si impara anche.
La società abruzzese mi sembra chiusa, quasi per classi, i giovani che hanno volontà e capacità vanno via. Rimangono, nelle zone interne, gli anziani che hanno bisogno di maggiore assistenza. Ma mentre si sostengono le strutture private, senza verificare le loro spettanze(vedi inchiesta espresso)
si lasciano le popolazioni delle zone interne, nella difficoltà di avere disponibili, farmaci salvavita per malattie croniche. Coloro che ne hanno bisogno devono recarsi presso strutture lontane (es. gli abitanti dell'alta valle del Saggittario presso l'ospedale di Sulmona).Se si vuole risparmiare si possono usare i distretti sanitari di base, che potrebbero fornire il servizio senza aggravio di spesa. Privato non significa sempre efficienza e qualità.Analogamente pubblico non significa sempre inefficienza e spreco. Che fare? Tutti coloro, che anche per delega politica, si accingono a gestire la cosa pubblica, devono farlo con responsabilità. Quest'ultima non ha padrini, ma risponde alla coscienza e deve essere alimentata dallo slancio e dalla passione di lavorare non per se stessi ma per la società in cui si vive. In questo modo si cresce anche come singoli. Utopia? No. Ragionare, dialogare ,discutere significa fare cultura, non astratta, ma reale. Ciascuno di noi è un intellettuale nel momento in cui comincia a ragionare e a prendere coscienza di ciò che gli sta intorno. Sono considerazioni di un abruzzese che, ha scelto, contro la propria volontà, di poter realizzare il suo sogno in un'altra regione d'Italia, il Piemonte, ma è ben consapevole, sia nella testa che nel cuore da dove viene.
Scritto da: D'Alessandro Franco | 03/06/07 a 12:38
In Abruzzo:
- Addizionale IRPEF al massimo
- Addizionali comunali ai Max
- Addizionale sui carburanti
- Addizionale sui bolli auto del 10% (dunque al massimo)
- Addizionali e tasse erariali su luce, gas, acqua etcc...
- Tickets sanitari regionali su ogni farmaco
Complimenti alle Giunte che ci hanno governato e ci governano: dx e sx sono la stessa cosa, ossia la peggiore DC, quella costituita da chi non aveva e, dunque, non ha le doti che quanto meno tutti riconoscevano all'ex big Remo Gaspari. Si limita a mal governare e fare gli interessi propri e dei propri cari. Saluti.
Scritto da: kifrdon | 03/06/07 a 10:34
La soluzione e semplice,
se questa gente non si puo ammazzare perché la pena di morte é proibita in Italia,
allora la condanna sarebbe ridotta a tagliarli le mani, tanto per quello che servono meglio buttarle ai porci.
Scritto da: giovanni | 03/06/07 a 00:38
In Abruzzo abbiamo la più alta tassazione aggiuntiva del Paese e i motivi sono quelli riportati dall'Espresso. A livello locale nulla trapela e viene detto, in quanto i cittadini sono sudditi atavicamente sottomessi ai politici (dx o sx non importa tanto sono intercambiabili: è l'ex DC).
- Massima addizionale regionale
- Max addizionale dei Comuni
- Max bollo auto
- Max costo della benzina per prelievi locali
- Ticket sanitari
- Prelievi su gas e luce.
Il tutto per dare 100 milioni di euro senza controlli ad una Sanità che va sempre peggio. Che schifo!!!
Scritto da: kifrdon | 02/06/07 a 10:50
Con grande rammarico vedo che solo sei persone compreso il sottoscritto sentono il problema dei rifiuti. Dall'altra parte da un popolo che ormai non si può più chiamare analfabeta, il meno istruito ha un diploma, ma che segue in modo morboso: il grande fratello, l'isola dei famosi e via dicendo; cosa possiamo aspettarci? Gli antichi romani dicevano " panem et circenses ", 2000 anni ed non è cambiato nulla.Invece dei gladiatori ci sono il milan ed altri a infiammare i cuori. Non ci resta che naufragare in questo mare di escrementi.
Scritto da: Rossi I. | 26/05/07 a 13:52
Siamo alle solite note di cronaca!Spese assurde, privilegi,baronie,e schifo dappertutto.Una "classe politica"ben pagata che dovrebbe mettere ordine,sostituita nella fase di denuncia da qualche giornalista scrupoloso. In TV dicono : ho appreso la notizia dai giornali faremo un inchiesta! In cuor loro forse se la ridono, ma tornano a casa con la scorta......
Scritto da: Aries48 | 23/05/07 a 10:56
Finalmente un settimanale ( i quotidiani neanche a parlarne) a livello nazionale ha fatto conoscere lo scandalo della finanziaria regionale abruzzese e del suo uomo factotum, Ing. Masciarelli, ex Presidente nonche' amm.re delegato di detta finanziaria, che oltre a regalare i 100 milioni di euro alle cliniche private, ne ha truffato con la sua banda altri 16 milioni con lo scandalo dei fondi comunitari DOCUP (indagine ancora in corso), e portato al fallimento il pastificio Delverde (indagine chiusa con gli atti all'esame del GIP per il rinvio a giudizio dei responsabili del fallimento). Mi piacerebbe che l'espresso portasse a conoscenza degli italiani anche le altre due truffe non meno importanti di quella della sanita'.
Scritto da: Carlo | 22/05/07 a 10:54
Lo scandalo di questa vicenda Abruzzese e' che solo ora finalmente qualche giornale a livello nazionale ne parla. Oltre ai milioni regalati alle cliniche private (l'indagine non e' ancora chiusa) ce ne sono altre due che riguardano i fondi DOCUP (programmi comunitari Eu 16 milioni truffati) e il fallimento di un noto pastificio (Delverde)tutti con il primo imputato ex Amm.re Delegato e Presidente factotum della FIRA Ing. Masciarelli.
Scritto da: Carlo | 22/05/07 a 10:34
Ho qusi settanta anni, e di acqua sotto i ponti ne ho vista passare tanta ma, mai così lurida come ne passa ora. Pare che il nostro paese,"a mio avviso per colpa della politica"sia diventato una cloaca a cielo aperto.
Scritto da: Orazio | 21/05/07 a 12:31
in una democrazia vera si può sbagliare! ma nella stessa democrazia chi sbaglia deve pagare! o deve sempre pagare chi con tanta fatica cerca di non sbagliare!?!?!?
Scritto da: rino | 21/05/07 a 11:56
I sindacati lottano per aumenti di pochi Euro al mese, invece di lottare perchè ai lavoratori non vengano rubate dall'amministrazione pubblica cifre ben maggiori
Scritto da: Eni | 20/05/07 a 18:29
quel polpettone di del turco dormiva? era complice? era intento a fare l'imbrattatele? fatecelo sapere. se lo scandalo è stato scoperto dalla GdiF vuo dire che la regione era complice. per toglierci dalle palle questi faresei dovremmo farci prestare la ghigliottina dai francesi: una sola basta???
Scritto da: carmine | 20/05/07 a 12:32
PENSO CHE ANCORA UNA VOLTA IL MALGOVERNO, CHE E' NEL DNA POLITICO NOSTRANO, ABBIA PROVOCATO L'ENNESIMO DANNO: ALLA SALUTE ED ALLE NOSTRE TASCHE
Scritto da: GIOVANNI245 | 20/05/07 a 08:17
Del Turco ha imposto un ticket di 50 cent su ogni farmaco prescritto per ripianare i conti della sanità. Era troppo difficile recuperare le cifre regalate alle case di cura invece di far pagare sempre Pantalone?
Scritto da: Pantalone | 19/05/07 a 14:36
Se qualche magistrato o la Guardia di Finanza mettessero seriamente il naso nei milioni di euro che la Regione Sicilia da annualmente alla Sanità privata in Sicilia, credo verrebbe fuori uno spreco di denaro pubblico di dimensioni molto maggiori.
Noi contribuenti siciliani siamo poi costretti a pagare con l'aumento dell'addizionale irpef e dell'irap ed ad avere un servizio sanitario pubblico inadeguato per carenza di risorse.
Scritto da: orazio | 19/05/07 a 08:12
E'una brutta storia. Basta con la sanità privata solo per fare soldi. Vanno accreditate solo le strutture che danno una alta pofessionalità e servizi aggiuntivi. Altrimenti che senso ha finanziare una azienda privata con soldi pubblici?che farà concorrenza alla sanità pubblica.
Scritto da: maxx | 19/05/07 a 01:17
Se non la smette Roma, con queste leggi, sta´provocando nel sud un giusto sentimento di nostalgia per il piu´serio Reno di Napoli, del quale anche io ne invoco la restaurazione, poiche´offriva una piu´corretta e conforme amministrazione,,, questi personaggi politici abruzzesi,vengono dalle piu´povere famiglie della Regione, e il solo sfogo dalla poverta´ e´prendere voti in politica,,, poi figuratevi, quando gli metti in mano il bilancio, come lo riducono,,,,visto che i soldi in famiglia non li hanno mai visti e conosciuti, da secoli,,,,,A R O M A sono tutti pagliacci
Scritto da: andersen | 18/05/07 a 20:27
Qui il problema non è dei comunisti o meno, ma di "un'italianità" legata al malaffare che ormai opprime le risorse del nostro paese che sono senza lavoro e senza futuro.
Secondo me l'articolo deve aggiungere notizie sul fatto che i baroni della sanità italiana sono strettamente legati ai politici sia di destra sia di sinistra ai quali elargiscono delle generosissime "prebende".
Il legame politica-sanità, permettetemi di dire così, è l'espressione del marcio che esiste in Italia.
Scritto da: Napoleone | 18/05/07 a 19:26
Lavoro in una struttuta sanitaria privata accreditata. Prima di cercare il titolone che fà notizia forse dovreste verificare il reale lavoro svolto in tali strutture (numero di interventi chirurgici, prestazioni diagnostichee ecc) che guarda caso fioriscono e prosperano laddove il "pubblico" non riesce. A quando un articolo che denunci non i soliti baroni ma chi lavora attorno a loro (a dottò è mezzogiorno er paziente nun se pò mette sur tavolo operatorio...)?
Scritto da: ferdidnando de marco | 18/05/07 a 19:07
Il solito articolo di comunisti il cui unico fine è screditare Forza Italia e AN, ma quando la finirete di gettare fango su questi onersti politici che fanno solo il bene (loro)??
Scritto da: Ottuso ma non troppo | 18/05/07 a 15:03