Nel numero in edicola de L'espresso trovate un articolo di Marco Ratti sui costi dell'emergenza rifiuti in Campania. Eccone una sintesi.
La situazione in Campania continua a precipitare, trasformandosi da disastro ambientale in allarme sanitario. Con il caldo si moltiplicano i roghi di immondizia che disperdono diossina nell’aria e nei terreni. Ma un’epidemia c’è già: è quella dei conti pubblici. Perché per tamponare il problema fino al 2005 si sono già spesi 856 milioni di euro nella sola Campania, senza che la normalità si sia avvicinata. La Corte dei conti con una relazione monumentale ha cercato di capire come siano stati utilizzati i fondi gestiti dai commissari straordinari del governo in tredici anni di ordinaria emergenza. Risultato: per ripulire Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Lazio a fine 2005 se ne erano già andati 1.800 milioni di euro. Di questi, quasi 400 milioni ossia 800 miliardi di vecchie lire erano stati impiegati per pagare stipendi e uffici. Una montagna di soldi sommersa dalla spazzatura, senza che gli obiettivi siano stati neppure lontanamente sfiorati.
L’occhio del ciclone è in Campania, dove sono stati bruciati più di 850 milioni fino al 2005. Dal ’94 a oggi, ai vertici della struttura si sono alternati il prefetto Guido Improta, i governatori Antonio Rastrelli, Andrea Losco, Antonio Bassolino, un altro prefetto, Corrado Catenacci, e dallo scorso ottobre il capo del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso. Insomma, uomini di destra e di sinistra, grand commis e superprefetti ma al termine di ogni “reggenza” l’esito finora è stato sempre lo stesso: nuova proroga dello stato di emergenza perché il problema non era stato risolto.
Eppure, chi lavora per l’emergenza non si è fatto mancare proprio nulla. Nel 2005 la struttura commissariale era composta da 101 persone, anche se a fine 2006 un’ordinanza della presidenza del Consiglio ha fissato il tetto massimo a 70 dipendenti. I magistrati contabili fanno notare che «nel corso degli anni si è prodotto un aumento rilevantissimo delle indennità e dei compensi ai commissari, vicecommissari e subcommissari», arrivando a superare i 10 mila euro mensili. Inoltre, la mancanza di controlli interni ha consentito gravi irregolarità. Con i telefoni pagati dal commissario, i dipendenti si sono concessi qualche lusso di troppo: tra il ’99 e il 2003 le chiamate, escluse le ricariche, hanno inghiottito 724.680 euro, «e non sono poche quelle internazionali o verso i numeri speciali». E non è tutto. Secondo un documento dell’Ispettorato generale della Ragioneria dello Stato, «il commissario ha proceduto al rimborso delle spese sostenute dal subcommissario per raggiungere la sede di servizio (Napoli), senza tener conto che il compenso corrisposto era onnicomprensivo» e quei soldi, quindi, non gli erano dovuti. Il tutto, per un totale di 35 mila euro di biglietti aerei e spese pasti per oltre 7 mila. E nell’attribuzione di incarichi esterni, tornando
La conclusione dei giudici è drammatica: le soluzioni sono state varate solo quando diventavano un affare d’oro per le aziende. La Corte scrive: «Si ricava l’impressione che solo nel momento della coincidenza degli interessi pubblici con quelli privati, e assecondando sostanzialmente questi ultimi, la parte pubblica si sia attivata per porre fine a una situazione sempre più insostenibile». Nell’attesa di uscire dall’emergenza, i camion della nettezza urbana macinano più soldi che immondizia. Quando poi a pesare sui conti non sono i biglietti dei treni: 60 milioni di euro sono stati spesi per i convogli ferroviari che hanno portato i rifiuti in Germania. E questo solo per il periodo compreso fino a marzo 2004: denaro finito letteralmente nella spazzatura.
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Sì, sì, l'esercito italiano a raccogliere la spazzatura ce lo vedo, magari cercando di tenere alta la bandiera, il "tridolore" per noi duosiciliani (meridionali), bello!
Scritto da: Morca | 27/05/08 a 23:25
Mi permetto di segnalare a tal proposito un'ottima iniziativa su
http://finotti.info/mappa
Scritto da: Fausto | 08/09/07 a 12:54
un proverbio indiano
(indiani americani )
recita -noi non possiamo possedere la terra xche ela terra che possiede noi
quindie inutile acumulare apartamenti ed altro serve solo ad inpoverire il prossimo ma non potranno abitare su 10 apartamenti o coricare su 10 lettiquello e quello resta
grazie
Scritto da: nello | 31/08/07 a 13:00
Se riuscissero a capire quello che ahnno scritto sarebbe già un successo. Onorevole, eccellenza, eminenza, signor giudice, sindacalista ma, in democrazia, non dovremmo essere tutti uguali ed essere attenti alla gestione pubblica per l'interesse comune?
Scritto da: Silvio A. | 10/08/07 a 19:42
E chiaro che se non fosse tutto vero, quello che sta accadendo a Napoli con i rifiuti (per non parlare del resto) sembra piu una parodia che la realtà.
Mi chiedo, é possibile che noi cittadini di questa bellissima repubblica Italiana siamo in realtà prigionieri dell libero arbitrio della "casta" politico-camorrista, ... che per di più abbiamo noi stessi votato.
La stessa casta che a livello nazionale arriva ad atribuirsi unendo come succede raramente destre e sionistre anche estreme, (voto all' ""unanimità""), aumenti di stipendi già ai massimi record in europa.
Mi chiedo, é possibile che non si riesca a fare contro nulla, tutto cio.
HELP!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Scritto da: Fabio | 11/07/07 a 19:27
Risposta per erato : L'inceneritore non c'è di fatto... da buon intenditore poche parole.
Scritto da: Franco ( Napoli ) | 22/06/07 a 15:30
Io credo che parlare di censura sia fuori luogo ed ingeneroso nei confronti del giornalista qui fa più semplicemente opera di selezione (è uno sporco lavoro ma qualcuno deve farlo!).
Ti ringrazio per gli immeritati complimenti, non sono uno scrittore professionista ma solo un lettore accanito e (si sa) quando leggi molto qualche parola nella testa ti rimane.
Mi vedo costretto a declinare con garbo ma senza possibilità di appello, il tuo invito ad uno scambio privato (e per questo chiedo al selezionatore la cortesia di pubblicare il presente): le nostre posizioni, i nostri modi di inquadrare i problemi, le fonti alle quali ci ispiriamo sono così divergenti che sarebbe come voler fare del Paradiso e dell’Inferno un unico condominio.
Preciso solo che non ho pubblicato nulla che non sia stato firmato “Rizzo Michele”.
Ti saluto e ti auguro di trovare un interlocutore più degno, non ti sarà difficile.
Scritto da: Rizzo Michele | 07/06/07 a 17:04
La mia posizione e ben chiara, ma la ribadisco,
Il nord industrializato in combutta col sistema politico nazionale e locale ed il sistema mafioso, tengono il sud allo stato colonialistico, tenendo le popolazioni del sud prigioniere di un sistema ben collaudato e consolidato negli anni.
Il popolo del sud non e geniticamente incivile, ma gente artificiosamente represso. Le conclusioni a cui arrivo si ottengono leggendo la storia proibita, quella storia negata dai libri di storia ufficiale, ma ancora viva e limpida nella memoria della mia gente.
Stencil
Scritto da: Stencil | 07/06/07 a 16:52
Mia cognata vive a Napoli e mi ha detto 2 sere fa che l'inceneritore (costato bei soldini) a Napoli c'è ma è inutilizzato. Qualcuno può confermare che è così? E può anche spiegarmi il motivo? Grazie
Scritto da: erato | 07/06/07 a 16:27
Ma vuoi vedere che Michele Rizzo e il censore che opera dietro questi post?
La dialettica, la sottile irritante ironia, l abilitá nel driblare i fatti con virtuosismi da scrittore professionista, che smonta i miei post approssimativamente argomentati, con suoi post che raccontano storielle di aria frittá, di chi il puzzo della monnezza non la sente.
Ma sei giovane, e pecchi di onnipotenza, quando ti firmi La cugina di Michele
Adesso siccome le smargiassate non mi sono consone ti prego se ti va di colloquiare con me di contattarmi al mail: stencil@hotmail.de
almeno saremo liberi di scambiarcele senza censura.
STENCIL
Scritto da: Stencil | 07/06/07 a 16:25
Caro Stencil
per quanto riguarda la censura è toccata anche a me (non so neanche se questo post riuscirà a passare) ma non ho gridato allo scandalo, non me la sono presa col censore, rileggendo il post censurato ho convenuto che era troppo personale, era rivolto a te a commento dei siti che consigli.
Io mi stupisco per la mancanza di buon senso dimostrata da coloro che ritengono gli inceneritori “armi di distruzione di massa”, non mi risulta che Paesi più evoluti di noi li ritengano tali, né mi risulta che Paesi più evoluti di noi abbiano trovato delle alternative di minor impatto ambientale.
Voglio provare ad essere d’accordo con te: non costruiamo gli inceneritori a Napoli. Della spazzatura che ne facciamo? Continuiamo a mandarla in Germania (li non la inceneriscono, la custodiscono gelosamente per i secoli a venire), o aspettiamo che si riattivi il Vesuvio e ce la buttiamo dentro (come proponeva un commentatore fantasioso)?
Per quanto riguarda il costo degli inceneritori, non sono un tecnico e non so dirti se costano molto o poco ma quello che so è che costano quanto costano gli asili nido, le scuole, gli ospedali; che facciamo, non costruiamo più nulla?
Per il fatto che c’è il rischio che nella realizzazione degli inceneritori vengano coinvolte anche Aziende milanesi, non riesco a capire dove sia la notizia né tantomeno dove sia lo scandalo: una azienda italiana concorre alla realizzazione di un’opera in Italia? Saresti meno preoccupato se l’Azienda fosse tedesca? Vorrei ricordarti che il Centro Direzionale di Napoli (bellissima opera di ingegneria moderna) è stato progettato da Kenzo Tange, un architetto giapponese di fama mondiale. Capisco che tu avresti preferito che fosse stato affidato a Gennaro Esposito, ma purtroppo questo, nell’era della globalizzazione, non sempre avviene.
Apprezzo la tua buona volontà nel seguire il mio consiglio di pensare con la tua testa, ora che hai cominciato, non smettere e vedrai che fra qualche tempo riuscirai anche a dire qualcosa di sensato.
Saluti.
Scritto da: Rizzo Michele | 07/06/07 a 13:31
Come al solito vengo censurato, e capitato già tre volte che dei miei post non vengono pubblicati, ma siamo in Itaglia e in Itaglia le ragioni del sud non possono essere esposte, e certe cose non possono essere dette, allora io chiedo al giornalista censore di spiegare al pubblico perché c´é la monnezza nelle strade di Napoli.
Perché vogliono costruire inceneritori?, che anche la EU non incentiva.
Chi costruirà gli inceneritori, quanto costeranno gli inceneritori, chi pagherà il costo di queste opere di distruzione di massa.
Da una ricerca in internet non tanto approfondita si può vedere che la ditta "A" di Napoli, ha vinto
l´appalto, per la costruzione degli inceneritori(Era l´unica che si é presentata alla gara ha ha ha). La ditta "A" e controllata dalla ditta "B" Di Milano o giù di li, e guardando cosa si dice in giro sulla ditta "B" ho letto che, é già recidiva nella costruzione di alcuni eco mostri in giro per il mondo, e che il presidente di “B” é buon amico del governo, e che doveva costruire altre grandi opere in Itaglia ma che l affare andò a monte.
Allora grazie al consiglio di MICHELE RIZZO ho cominciato a pensare con la mia testa e mi son detto.
Vuoi vedere che l emergenza rifiuti e una sceneggiata per rifilarci gli inceneritori?
Cinque inceneritori sono una montagna di miliardi più grande della montagna di monnezza che c´é al momento a Napoli, ma una montagna di miliardi che pagherebbero i cittadini(e se no chi lo sente a Bossi) , perché cosi dice il decreto,
Logicamente chi ci guadagnerebbe e la ditta “B” di Milano che dando un contentino alla ditta”A” di Napoli terra buono il popolo. Chi ci perderà sono i Napoletani che pagheranno il conto, e che si sentiranno dire dal lumbard che si e incassato le sovvenzioni.
Il cerchio si chiude, ma con qualche dubbio.
Siccome per esperienza personale posso dire che a Napoli non si costruisce niente senza l´assenso della camorra, in questo quadretto dove la collochiamo?
E pregherei il cosiddetto giornalista che mi censura se me lo togliesse lui questo dubbio.
Secondo lei la camorra sta con chi protesta contro gli inceneritori o sta con chi fa gli affari?
Rivolgendomi ai miei concittadini che sono intervenuti in questo post , vorrei incitarli a lasciare l´ istinto pecorile che é in tutti noi, ricordandogli che fanno parte di un meraviglioso popolo campione di civiltà, e non farsi abbagliare da campagne denigratorie nei nostri confronti rovesciataci addosso, guardate oltre e siate orgogliosi di essere Napoletani.
STENCIL
Scritto da: Stencil | 06/06/07 a 22:09
Chi evade protesta a bassa voce
La gente e' stanca, stufa ed assiste impotente al marciume presente nelle strade, nelle piazze, davanti ai portoni. La monnezza si incendia, per protesta, perche' le esalazioni sono pericolose e insopportabili per il naso. Altrettanto e' lo spettacolo per gli occhi. In Campania, e soprattutto a Napoli e in provincia, pero', si assiste ad una protesta 'silenziosa' dei cittadini, una protesta che porta alcuni, di notte, ad appiccare roghi ai cumuli di sacchetti. Ma ci si e' mai chiesto perche', finora, si contano col contagocce le proteste davanti ai palazzi dei Comuni? E perche' commercianti, baristi, titolari di ristoranti ed alberghi, che pure stanno subendo danni economici rilevanti, non protestano? Chi come me, abita in provincia di Napoli, una prima risposta ce l'ha: molti evadono la tassa sulla spazzatura (la Tarsu) o ne pagano soltanto una minima parte. Eppure e' gente, questa, che dovrebbe sistemarsi in prima linea contro la monnezza che sta mangiando le nostre belle piazze, ma se ne sta rintanata a casa o nel proprio locale commerciale. Certo, per queste persone, facilmente individuabili dagli amministratori comunali, non e' facile protestare a 'viso scoperto'. Il rischio che correrebbero potrebbe rivelarsi fatale per la loro cartella esattoriale, nel caso qualche amministratore 'amico', li riconoscesse. Se commercianti e cittadini disonesti pagassero la tassa sulla spazzatura 'sacchetto selvaggio' avrebbe poca vita. La protesta sarebbe fatta alla luce del sole e non di note, a spargere diossina nell'aria con i roghi. Invece... Invece, chi la paga, operai, impiegati, e funzionari a busta paga, hanno altre cose da fare. Prima di tutto, lavorare. E quando si fa sera hanno bisogno di riposare, stare in famiglia. Non parliamo della notte: non c'e' tempo per scendere in strada per appiccare fuoco ai sacchetti, perche' il mattino dopo bisogna ritornare in fabbrica, in ufficio, in azienda. A queste queste persone non resta che sperare che prima o poi (l'emergenza rifiuti va avanti da 15 anni) la luce del sole del sud possa far ritornare a risplendere le vie e le piazze di questa splendida area della penisola italiana. Mi auguro che lo Stato non investa troppo danaro su questa emergenza, e faccia capire chiaro e tondo, ai napoletani soprattutto, e lo dico da napoletano, che i soldi che arrivano da Roma sono di tutti (compresi quegli operai e impiegati che gia' pagano la tassa sulla spazzatura) e che il rischio che si correrebbe e' che ancora una volta questo flusso di danaro possa andare ancora una volta a gonfiare i portafogli di amministratori e imprenditori senza scrupoli.
Scritto da: ilpennaiolodiprovincia | 06/06/07 a 15:02
In un giorno di sole (una favola moderna).
Miciobestia, il mio pigro gatto nero di città, se ne stava sdraiato in cortile a godersi immeritatamente il sole, certo che per cena avrebbe trovato nella scodella le sue crocchette preferite (al gusto di pesce, per carità!).
Passa un topolino, li sento confabulare.
"Non hai paura di me?" chiede micio.
"No", risponde il topolino, "so bene che quando sei spaparanzato al sole nulla potrebbe smuoverti", temerario aggiunge una linguaccia.
Micio allunga stancamente una zampa artigliata, "Troppo lontano!" esclama assonnato "Non è che potresti avvicinarti?".
Il topolino "Ma per chi mi hai preso, per un gatto scemo?" volta le spalle e sculettando con derisione va in cerca del suo quotidiano pezzetto di formaggio.
E la morale?
Provate a vedere in miciobestia la classe politica e nel topolino la criminalità organizzata.....
Dedicata a STENCIL con l’augurio che cominci a pensare con la testa (possibilmente la propria).
Scritto da: Rizzo Michele | 06/06/07 a 08:18
Basta!!!! basta!!! basta!!!
Sono stufa di sentir dire la colpa è dei politici o la colpa è dei cittadini o la colpa è della camorra o la colpa è del comune o la
colpa è dei cittadini o la colpa è delle industrie che ci regalano le loro scorie. La colpa è sicuramente condivisa da tutti questi che ho nominati ma è soprattutto dello stato!! E' ora che lo Stato facciano qualcosa perchè siamo tutti esasperati e ci siamo scocciati di sentirci additati come un "popolo sporco" Lo stato dov'è??? Lo stato che fa le leggi le faccia anche rispettare!!! Chi è che deve far rispettare le leggi a Napoli?? Lo stato in Campania c'e' o c'e solo la camorra!! Perchè devo pagare le tasse come tutti i cittadini italiani e non vengo tutelato alla pari degli altri ????
vivo in uno dei tanti paesi che contornano la città di Napoli e vi posso assicurare che mentre si batte e si dibatte sul problema della spazzatura noi che ci troviamo in prima linea non ce la facciamo più. Il mio appartamento ha tre balconi che affacciano
direttamente su un marciapiede di circa 3 metri per 10 colmo e stracolmo di rifiuti di ogni genere maleodoranti, no dire maleodoranti è un eufemismo, puzzano e le esalazioni pestifere mi procurano feroci mal ditesta. L'altro ieri, in piena notte, c'è stato il tentativo di incendiarle ed io sono rimasta inorridita. La plastica bruciava, mista a rifiuti di ogni genere, e sprigionava esalazioni pestifere e micidiali penetrava nelle narici tanto da svegliare tutta la famiglia. Gli autori direte voi sono persone incivili o ignoranti o incoscienti perchè la diossina è di gran lunga più nociva dei batteri dei virus e dei topi che si annidano in questi cumuli informi in via di macerazione e liquefazione. Anch'io come voi, penso che siano degli incivili, però ogni giorno che passa mi vien la voglia di scendere giù e fare un grosso falò....
ps]
Vorrei fare un unico ringraziamento elo rivolgo al Buon Dio, che in questo nefasto periodo ci ha regalato un po' di pioggia, una goccia di sollievo in un mare di sofferenza!!!!
LaCuginaDiMichele
Scritto da: LaCuginaDiMichele | 05/06/07 a 22:14
Secondo me la colpa è di chi ha appoggiato Bassolino, Jervolino, e friends... che facendo una politica orientata alla produzione di consenso politico e elettorale ( e ci sono riusciti anche bene ) non hanno potuto preoccuparsi dei cittadini e della loro salute. Vergogna a tutti i responsabili elettori, colpevoli per aver appoggiato questa politica sbagliata !!!
Scritto da: Napoletano | 05/06/07 a 12:46
La mondezza della politica è arrivata in strada !!!
Scritto da: FORZA NAPOLI | 05/06/07 a 12:35
Una risposta per hola. Innanzitutto si dice : Monnezza ! E se il governatore uscente, Antonio Bassolino, è stato rieletto è perchè Monnezza chiama Monnezza.
Scritto da: Franco ( Napoli ) | 05/06/07 a 12:32
alla fine mi sembra che il costo dell'intera filiera dello smaltimento sarà maggiore del valore di quanto acquistato prima che diventasse rifiuto.
Senza contare il valore delle vite umane uccise dalla camorra, al quale va aggiunto il costo per curare le malattie, che sono e saranno causa dell'immondizia.
Bell'affare !
Scritto da: antonio casolaro | 03/06/07 a 21:11
Mi chiedo solo di chi sia la colpa.
Ci sono tanti dati, tanti soldi spesi per nulla.
Perche' nessun giudice o magistrato o chi ne è in grado non si metta a investigare su tutti questi sprechi?
Perche' il Governo, il Comune, la Regione, etc.etc non IMPONGONO la costruzione dei TERMOVALORIZZATORI?
Perche' un popolo che paga le tasse ( ho sentito da voci di corridoio che quest'anno le tasse sui rifiuti avranno un aumento del 30% a Napoli ) deve vivere in mezzo alla spazzatura?
Perche' chi NON LAVORA e RUBA SOLDI non viene messo in galera?
Perche' in Italia non puo' esserci la PENA DI MORTE per _spaventare_ "almeno" chi commette simili reati?
Perche' siamo sempre un popolo di pecore?
Perche' non riusciamo a diventare "civili"?
Perche' non si riesce ad estirpare la Camorra a Napoli?
Hanno estirpato i Talebani da una terra straniera... Qui che "chi ha il potere" SA CHI E' ASSOCIATO ALLA CAMORRA, non fa nulla...come il netturbino...
Amo Napoli, amo "molti" Napoletani, amo pure gli "scugnizzi" che nel loro modo di fare hanno comunque una caratteristica di Napoli, ma ormai la Camorra e i POLITICI CORROTTI devono abbandonare questa città.
Aiuto!
Scritto da: Maurizio | 03/06/07 a 20:03
mi chiedo, visto che abbiamo il Vesuvio, l'Etna e lo Stromboli, che cosa succederebbe se elicotteri ed aerei gettassero dentro i coni vulcanici la monnezza?
Non ho nessuna simpatia per tutti coloro che tollerando il mal costume, anzi avvantaggiandosene, hanno contribuito all'attuale degrado: non può essere diversamente, tutto questo non può essere accaduto per colpa di un gruppo di persone delinquenti, c'è stata acquiescenza, tolleranza, occhi chiusi , il nimby... ora non si può che coomentare che chi è causa del suo male pianga se stesso. Perchè visto che molti , certo non tutti, proteggono la camorra, la mafia, la 'ndrangheta etc. non si fanno pulire le strade da loro? E' amaro che alla mia età, dopo tanti anni di lotta per la democrazia e la legalità, si possa giungere a pensare così...ed io non voglio entrare in questa logica, ma sono sempre più amareggiata e con una gran voglia , appena prendo la pensione di andarmene in qualche piccolo paese dell'Australia....
Ragazzi così non va più bene . Diamoci una mossa, contiamoci, non scriviamo solo....C'è qualcuno che voglia rimboccarsi le maniche e mandare a casa lor signori?
A destra c'è il solito marcio, ma a sinistra si piange. Che cosa hanno mai imparato i vari bertinotti e i radical-chic di sinistra dopo la lezione storica del fallimento del socialismo quello reale e quello utopico? Siamo ancora all'infantilismo del frazionismo delle litigate, del voler visibilità...ed il sindacato? Non ha ancora capito che l'economia è cambiata, che la difesa di certe posizioni è storica, che occorre anche avere il coraggio di non proteggere i lavativi? a Napoli dov'era la triplice? Non vedeva che i lavoratori netturbini stavano fermi e non lavoravano? Non dobbiamo difendere il posto, dobbiamo difendere il lavoro.
Ma , sono troppo vecchia.. forse queste erano le cose che ci insegnavano una era geologica fa nelle sezioni del PCI e negli attivi della CGIL! Auguri ragazzi che rimarrete ancora per tanto tempo su questa Terra, io per fortuna, sono al traguardo!!!
Scritto da: carla caminiti | 03/06/07 a 18:54
di Nicola Zitara
Siderno, 31 Maggio 2007
La sconfitta delle cosiddette sinistre nella recente tornata elettorale, pur circoscritta a un voto amministrativo e quindi non centrata su una scelta di governo, segnala lo scollamento della provincia toscopadana da Roma e dal centralismo faccendone. Burlusconi e Tremonti non hanno portato avanti il paese, anzi l’hanno portato indietro almeno quanto avevano fatto i governi che hanno avviato la seconda Repubblica (Amato, Dini, Ciampi, il primo Prodi, D’Alema), tuttavia - con la fumosa promessa che a pagare le tasse (che è impossibile eliminare) debbono essere soltanto le classi del lavoro subalterno - sono riusciti a unificare larghi settori (e forse classi) della società italiana interregionalmente considerata. Il banchetto connesso all’appalto dei servizi pubblici ha fatto il resto.
Cambiato il governo, questi settori o classi non intendono accettare il cambiamento tributario ventilato (ma non applicato) dall’eurolacché Padoa-Francoforte). Inoltre questa cosiddetta sinistra ha avuto (e continuerà ad avere) pregiudizialmente contro l’intera Sicilia mafiosa nonché una consistente frangia delle popolazioni padane, influenzate dal ‘chiagne e fotti’ leghista. “Qui si lavora e si produce”: lo stesso concetto su cui si fondava l’imperialismo ottocentesco, oggi completamente smascherato dai fatti.
La cosiddetta sinistra ha contro di sé anche l’opinione, per un verso passatista, di uno Stato forte (specialmente il pubblico impiego di rango) e, per il verso opposto, l’opinione vitalista e avanguardista del nazionalismo, che è di molti giovani (specialmente studenti) attratti da Alleanza Nazionale.
Non avendo risolto la cosiddetta questione meridionale, cioè emancipato dal colonialismo interno il Sud (se risolta, avrebbe portato l’Italia complessiva a ottenere un prodotto interno lordo vicino a quello tedesco) l’aborto dal nome Stato italiano muore. Infatti la questione settentrionale è un nominalismo, un errore semantico che in realtà sottintende il fatto che il Sud è ormai isterilito come colonia da sfruttare. Occorre non dimenticare quello che abbiamo dato.
La ricchezza aurea del Sud salvò Cavour e i Savoia dalla totale bancarotta; in appresso, al tempo di quello zotico di Umberto I, le esportazioni agricole meridionali permisero il riequilibrio della bilancia commerciale con la Francia; qualche decennio dopo le rimesse degli emigranti, in larga misura meridionali, portarono il danaro fresco necessario a fondare l’industria padana; contemporaneamente le industrie napoletane della pasta e delle conserve (create senza l’aiuto dello Stato) aprirono la strada a un diverso peso e a una diversa considerazione dell’Italietta oltreoceano, mentre la canzone napoletana faceva amare l’Italia; nel 1915-18 l’immane massacro di fantaccini meridionali portò l’Italia per la prima volta dal tempo di Carlo Alberto a non essere sconfitta sui campi di battaglia; durante il fascismo, le esportazioni di arance, limoni e mandarini tennero in vita la bilancia dei pagamenti internazionali; caduto il milanese e bolognese fascismo, negli anni Cinquanta e Sessanta i contadini meridionali dettero vita e vigore alla nascita di un paese industriale in Padana.
Oggi, morta e sepolta l’agricoltura, spento persino il ricordo di un’industria meridionale, il Sud vive del ricarico commerciale che lo smercio dei prodotti padani lascia nei luoghi di consumo (spiego: se una merce viene pagata 10 euro dal consumatore, due o tre di questi 10 euro restano qui, come se fossimo operai dell’industria che hanno prodotto la merce, e come un operaio il consumatore può spendere gli euro che ha guadagnato).
Se vi guardate attorno, vi renderete conto che oggi lo spaccio di merci, attraverso depositi e market, è almeno 300 volte quello di cinquant’anni fa. Non c’è più un dare visibile, come in passato, oltre cedere i laureati più capaci, vendere le eredità dei padri e il sole e il mare, o accumulare capitali a favore delle banche italiane con lo smercio mondiale di droga. Non è poco, ma la Toscopadana era abituata a incassare di più (quantomeno vedeva le regalie coloniali, mentre oggi le arrivano nascoste e invisibili).
Il capitolo della divisione d’Italia è aperto attivamente da trent’anni, attraverso continue e punitive revisioni della Costituzione. Oggi siamo alla chiusura. Né Berlusconi, se tornasse al governo, né Walter Veltroni, che prima o poi sostituirà Prodi, né Casini con il ricompattamento delle forze di centro, potranno evitare lo sfascio. Al tempo di mio padre si diceva: “Non lo salva neppure Cardarelli”, che pure era un medico capace di fare miracoli.
Il Nord perderà una minna da mungere. Il Sud potrebbe guadagnarci o perdersi del tutto. Indipendente, se guidato patriotticamente potrebbe avere una crescita vertiginosa, dieci volte i traguardi segnati dall’Irlanda. Se finirà in mano a pupazzi locali del capitalismo padano, o alla mafia, che poi sono apertamente un cuore solo, come ben si vede nella gestione degli appalti pubblici, sarebbe il disastro.
Ma il nemico principale è dentro di noi. Non sentiamo la patria, non sentiamo più l’onore, le virtù pubbliche sono perdute da quando ci svendemmo ai Savoia, le nostre intelligenze si smarriscono dietro all’idea di campare la giornata o di trovare un posto in municipio, d’essere servizievoli con chi ha il potere politico, e quindi i soldi e i posti. In questo sconquasso, pesino la Chiesa (ancora una volta ad Agrigento, nella Sicilia meridionale, come nella Caltanissetta di don Sturzo), che battezza un partito cattolico in marcia su Roma, potrebbe essere un percolo di svendita all’asta del Sud.
La Chiesa vuole l’unità dei cattolici italiani a ogni costo. Ma nessuno deve dimenticare che la caduta del Sud cominciò con i Normanni, prima, e con Carlo d’Angiò, poco appresso, chiamati da papi romani perché governassero il Sud secondo gli interessi secolari della Curia e dei Liberi Comuni toscopadani (che come al solito non volevano pagare le tasse all’Imperatore).
Questo articolo e stato copiato e incollato, da STENCIL dal sito http://www.eleaml.org
Che lo vorrebbe dedicare a RIZZO MICHELE con l augurio che si svegli, e cominci a ricercare la veritá anche da altre posizioni.
Ma principalmente ringrazio il signor Nicola Zitare che instancalbilmente continua ad illuminare con la sua opera di veritá, qeste tenebre di ipocrite mensogne buttateci addosso dal lontano 1860.
STENCIL
Scritto da: Stencil | 01/06/07 a 14:06
"in giappone un ministro si suicida per alcuni scandaletti"... bassolì, jervolì... allora?
Scritto da: matti | 31/05/07 a 16:54
Dedicato a coloro che hanno avuto la pazienza di leggere tutti i miei commenti su questo blog.
Una passeggiata a Napoli.
La mattina presto, col primo traghetto, è doverosa una visita a Capri, se vai a Parigi non puoi non visitare la Tour Eiffel!. Fra piccole stradine e deliziose piazzette raggiungete la funivia che in pochi minuti vi porterà sulla vetta del monte Solaro il punto più alto di Capri. Il panorama che si aprirà ai vostri occhi vi si stamperà nell’anima: a 360 gradi l’isola e in lontananza il golfo giù giù fino alla costa della Calabria.
Verso l’ora di pranzo rientrati in città, non potrete non aver voglia di assaporare l’immancabile pizza, non è un banale luogo comune: solo i napoletani a Napoli riescono a fare una pizza degna di questo nome, non so darmi una spiegazione ma la Pizza l’ho mangiata solo a Napoli. Io prendo sempre la quattro stagioni, ma qualunque altra varietà andrà benissimo, è la pasta che fa la differenza.
Verso le 4 del pomeriggio, è quella l’ora giusta, fate una passeggiata sul lungomare di Santa Lucia, comprate i taralli col pepe, ignoratene la composizione (sono a base di “sugna” [strutto]) e gustateli con lo sguardo rivolto al mare, l’insieme delle sensazioni che la vista e il gusto invieranno ai vostri sensi vi faranno sospettare dell’esistenza di un Dio.
Continuate a passeggiare (scarpe comode mi raccomando), gettato uno sguardo al Maschio Angioino e al Teatro S. Carlo arriverete alla Galleria Umberto I, qui, in uno scenario d’altri tempi, vi serviranno un caffè [UN CAFFE’!] con l’immancabile bicchier d’acqua e un cioccolatino compresi nel prezzo, una raffinatezza che ho visto praticare solo dai baristi partenopei.
Al calar del sole recatevi in Piazza Plebiscito, le spalle al Palazzo Reale, volgete lo sguardo alla cupola centrata sul bellissimo portico semicircolare: se i tempi sono giusti, i vostri occhi saranno invasi da un’illuminazione dai morbidi colori cangianti e le vostre orecchie deliziate da una musica soave (una perla dell’amministrazione locale).
Se vi avanza un po’ di tempo, percorrete la strada interna che da Napoli porta ai Paesi Vesuviani. Se amate le verdure fermatevi al carrettino che sosta ai margini della strada: vi servirà un vecchio contadino con la coppola calata sulla fronte. Al vostro sguardo incerto su cosa potreste comprare vi dirà (in napoletano): “Giovanotto, pigliate due fasci di friarielli, un euro (chi non conosce la bontà dei “friarielli” con le salsicce deve [DEVE!] recarsi a Napoli). Portateli a vostra moglie (per un contadino del Sud è inconcepibile che un maschio adulto non sia ammogliato) e vedete cosa vi mangiate stasera!”. Se riuscirete a trattenere la voglia di abbracciarlo per la sua semplicità e se siete abbastanza cinici, proponetegli: “Facciamo così, 4 fasci un euro e 50.”. Accetterà, e la sera quando mangerete da soli quei friarielli non potrete non pensare che la gente di Napoli merita molto di più.
Scritto da: Rizzo Michele | 31/05/07 a 16:22
E vuoi vedere che adesso la colpa non è di nessuno? E vuoi vedere che è sempre colpa dell’altro?
Strano paese l’Italia, dove nessuno si prende o ammette proprie colpe, dove nessuno si dimette, dove tutti hanno gli armadi vuoti da presenze scheletriche, dove è stato sempre l’altro a sbagliare.
E’ di questi giorni l’atto di accusa del presidente di Confindustria alla politica italiana, alla sua inefficienza ed alla sua esosità in costi ormai insopportabili. Ha ragione, ci mancherebbe, e chi meglio di noi del Sud non possiamo far altro che essere critici?
Però, però… anch’egli si guarda bene dal fare un benché minimo accenno d’autocritica alla classe imprenditoriale italica, ovvero il suo armadio lo tiene ben chiuso o lo mostra aperto e vuoto perché preventivamente ben svuotato.
E i casi Parmalat, Cirio, ecc…(sempre gloriose aziende nordiche) cosa sono? Esempi di buon governo, di quella efficienza padana che tanto ci rinfacciano a noi scansafatiche sudici? Esempi di quelle fabbriche fatte per dar soldi anche ai meridionali? Insomma siamo seri! Qualche piccola azione dei Tanzi l’avrà, si o no, comprata anche qualcuno al di sotto di Roma?
E nel farlo stava guardando “al sol dell’avvenire” nordico, come ci invitano a fare il buon Feltri e cittadini padani intervenuti a trasmissioni radiofoniche recenti, propinatrici del solito sermone di civiltà e del darsi da fare rivolto ai meridionali che manco la monnezza sanno smaltire?
E i rifiuti tossici sepolti che vengono fuori giorno dopo giorno di chi erano se non di quelle fabbriche che hanno sede e proprietà nelle terre dei compatrioti di Feltri?
Loro si che sanno smaltirli i rifiuti, anche quelli nocivi, ma sono tanto attenti da preservare l’integrità ecologica dei loro territori, da preferire d’inviarli al Sud, colludendo con quella camorra “cancro del Meridione”, che noi sudici malfattori colpevolmente non estirpiamo! Ma il buon Luca, condottiero dell’impresa italiota, fa prima a prendersela con Berlusconi e Prodi. I quali a loro volta si sentono con la coscienza a posto.
Il primo commissario con poteri per la faccenda rifiuti in Campania fu Rastrelli, onesto signore di Centrodestra finché si vuole, ma che non riuscì in un bel nulla. Aveva vicino un sindaco di Centrosinistra come Bassolino, ma aveva anche in quel periodo il governo amico di zio Silvio. Poi è arrivato Bassolino, nel frattempo assunto al governo regionale e anche lui nominato commissario speciale con poteri. Ha avuto la Iervolino, sindaco vincente in due tornate elettorali e della sua stessa parte politica, ed un governo centrale a volte ostile e a volte no.
Risultati? Sempre e solo negativi, con l’aggravante per Bassolino d’essere stato più a lungo sul ponte di comando. Ma il Sud avrà avuto gente del Sud al governo centrale e/o anche come ministri in grado di sollecitare e agevolare soluzioni per questo grosso problema in Campania? Certo che sì, ma Mastella fa prima a, e gli interessa un poco in più, reclamare per la consorte la presidenza assembleare in Regione o l’incarico per sé stesso a Ministro della Giustizia (dove darà il meglio con l’indulto), anziché darsi da fare per i rifiuti.
Pecoraro Scanio conosce e preferisce solo il no a qualsiasi soluzione che distinguersi per proporne qualcuna. E l’aria resta ammorbata non solo dagli olezzi dei rifiuti, ma dal modo di gestire una politica fatta d’inefficienza e promesse elettorali, e dall’arte ormai consolidata come sport nazionale dello scaricabarile degli stessi politici e dell’imprenditoria del bel paese.
E il Sud, che d’imprenditori ne ha molti pochi e dei politici in auge è meglio se ne dimentichi, dovrà far presto ad attrezzare una nuova classe dirigente che lo rappresenti e lo risollevi, partendo da lontano per andare lontano.
Credetemi…non è semplicemente un problema di monnezza, ma più corposamente di “monnezza story” !!!
di Andrea Balìa
dal sito:http://www.eleaml.org
Scritto da: Dal sud per il Sud | 30/05/07 a 23:57