Giovedì 21 dicembre, mentre Mario Landolfi criticava il comportamento del Tg1 sulla diffusione delle intercettazioni di Silvio Berlusconi, i carabinieri arrestavano l'ex capo della sua segreteria personale al ministero. Cosimo Chianese, imprenditore di Mondragone, città natale e feudo elettorale di Landolfi, è da sempre uno dei più stretti collaboratori del parlamentare di An. Chianese è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa: assieme al fratello e ad altri familiari avrebbe ottenuto 250 mila euro di finanziamenti pubblici per realizzare dei corsi di formazione professionale mai eseguiti. Una vicenda con un corollario surreale. Scrive il giudice nell'ordine di cattura: «Chianese utilizzava il telefono cellulare intestato al ministero delle Comunicazioni, nella sua disponibilità quale segretario particolare del ministro (Mario Landolfi, appunto) per intrattenere lunghe telefonate con i congiunti al fine di consentire loro l'autoricarica''. Per il gip l'episodio testimonia ''la propensione di Chianese all'approfittamento delle pubbliche risorse''. Ed è singolare notare come i tabulati sui viaggi dei ministri a bordo di motovedette della Guardia di Finanza mostrino Chianese con il ministro in una missione sulla rotta Napoli-Capri...
Da un mese Landolfi è anche sotto inchiesta anche con un'accusa molto più grave: corruzione con l'aggravante di avere agevolato un clan camorristico locale. Saranno i magistrati a stabilire la rilevanza delle ipotesi penali. Ma resta una questione etica e politica. La carica di presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, con un ruolo istituzionale così importante in questa stagione, può essere affidata a un personaggio che, quanto meno, non ha saputo vigilare sui suoi più stretti collaboratori?
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devono andare tutti in prigione perche anno rubato il popolo italiano
Scritto da: paolo | 27/03/08 a 23:23
Da LEFT
Il clan di persone legate a Mario Landolfi è finito in carcere. L’accusa per tutti è quella di aver truffato lo Stato. Con la copertura dell’attuale presidente della commissione di Vigilanza Rai. In esclusiva le intercettazioni che li incastrano
di Sergio Nazzaro da Caserta
E alla fine hanno arrestato tutti gli amici di Mario. In una terra affamata di lavoro, avevano creato quattro diverse società paravento per ottenere i finanziamenti destinati ai corsi di formazione. Cosimo Chianese, ex segretario di Mario Landolfi, e Raffaele Chianese, vice sindaco di Mondragone e capo segreteria, finiscono in manette per truffa. Il bottino è di qualche centinaio di migliaia di euro. Intanto la Dda di Napoli indaga sulla gestione dei rifiuti e i fratelli Orsi chiamano in causa, ancora una volta, Raffaele Chianese e l’onorevole Mario Landolfi, attuale presidente della commissione di Vigilanza Rai ed ex ministro per le Poste e Telecomunicazioni nel secondo governo Berlusconi.
Mario Landolfi intanto discetta imperturbabile delle intercettazioni Saccà. Tutti i suoi uomini sono stati arrestati, ma lui non ha nulla da aggiungere. Forse la notizia non passa per davvero.
Percorrendo la Domiziana, fino a qualche tempo fa incuriosivano i camion targati Chianese-Poste Italiane. Quel quesito oggi trova una risposta. La Chianese Trasporti srl aveva ottenuto, senza averne i requisiti, un contratto di trasporto sulla tratta Bologna-Bari. Nell’ordinanza che ha portato agli arresti i Chianese, spuntano i nomi di Franco Casucci, amministratore delegato di Poste italiane trasporti spa, e Fabrizio Penna, presidente del consiglio d’amministrazione di Poste italiane spa. Fabrizio Penna era stato collaboratore di Mario Landolfi, come caposegreteria del ministero delle Telecomunicazioni. Come sia arrivato nel consiglio d’amministrazione di Poste italiane trasporti non è un mistero: fu nominato da Mario nell’ultima settimana di gennaio 2005 e ottenne l’incarico nel giugno dello stesso anno.
Nelle carte che hanno portato agli arresti domiciliari i Chianese, si leggono molte promesse di assunzione nelle poste, in cambio di voti. Il che rende meno difficile capire come mai una lettera arriva in ritardo, o perchè facciamo lunghe fila alla posta. Chissà la gioia dei lavoratori onesti delle poste che se lo guadagnano ogni giorno il pane.
Nelle intercettazioni disposte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ora in possesso di left, Chianese a un certo punto si lamentano addirittura di essersi dedicati troppo a Landolfi: «’sta questione dell’Aifa (Accordo di inserimento formativo per l’assuzione ndr.) no, riflettendoci ieri, anche questo è un danno che ci ha fatto Mario (…) eh, perché alla fine nasce tutto dal fatto che noi dal mese di marzo, abbiamo trascurato tutto e’ ammo pensato a fa chello…perché se noi dal mese di marzo anziché ‘sta apresso a Mario c’avessimo seguito le cose nostre come abbiamo fatto, noi non è che aspettavamo che a dicembre veniva chilo a chiederce ‘e cart’ a noi (…) cioè se l’avessero liquidato prima, noi avremmo già i soldi in tasca e non correremmo il rischio di perdere tutto. Invece, ovviamente, avendo trascurato e avendo aspettato che veniva chillo da noi e avendolo fatto solo quando siamo stati messi alle strette e non quando lo avremmo fatto in una situazione diversa, è un altro danno che ci ha fatto Mario…».
È una storia surreale quella dei Chianese, che facevano affari e truffavano lo Stato, forti delle connessioni politiche. A Mondragone prima c’erano i La Torre, poi i Frugnoli, poi piccoli gruppi criminali. Ora finalmente la magistratura e i carabinieri lavorano e c’è un “vuoto” criminale. Ma non è lo Stato a riempirlo. E comunque non i suoi pezzi migliori. È in tale assenza, che permetterebbe la rinascita di questa terra, che il gruppo di persone legate tra loro da vincoli di parentela, giocava con la politica e la cosa pubblica, appropriandosene.
Neanche veri camorristi, ma personaggi qualunque che con arroganza indicibile derubavano la comunità. Falsificando bilanci, carte d’identità, libri contabili, libri matricole. Ne emerge una figura come quella del vicesindaco, che sembra passare tutto il suo tempo a falsificare, invece che a lavorare per il “bene comune”. E tutto per qualche centinaio di migliaia di euro. Ancora più inquietante forse, il fatto che nessuno reagisca nella società civile.
È nota la vicenda di Cosimo Chianese, che telefona con il cellulare del ministero per “autoricaricare” i parenti.
In un’altra intercettazione Cosimo Chianese e Renato Verrengia, avvocato esperto di sinistri, discutono di quanto dare a uno dei figuranti nei corsi di formazione fantasma:
Renato Verrengia: «Va buò, senti mia sorella voleva sapere quanto deve dare di contributo a Trano».
Raffaele Chianese: «Eh, almeno 500 euro ce l’addà dà».
RV: «Lei aveva pensato a 50 euro».
RC: «No, ahe, o’cazzo!... almeno 500!».
Su tutto veglia il buon Mario Landolfi, che manda in crisi amministrativa il comune di Mondragone per un anno, dopo l’avviso di garanzia a Raffaele Chianese, per reinserirlo come assessore, anche sfasciando il centrodestra cittadino, nella giunta del sindaco di Mondragone Ugo Conte che cerca di opporsi. Ugo Conte, a sua volta indagato con Mario Landolfi per “concorso esterno in associazione camorristica, estorsione e corruzione di pubblico ufficiale, aggravate dalla finalità camorristica, e truffa ai danni dello Stato”, insieme a Giuseppe Valente, e i fratelli Orsi, quelli della spazzatura.
Il sostituto procuratore della Dda di Napoli, Alessandro Milita, ha definito il contesto come: «Un patto scellerato fra camorra e politica, garanti a vicenda per la loro stessa sopravvivenza, che si autoalimentava con il sostegno di operazioni legate al settore dei rifiuti».
Qualcuno si domanda dove sia il confine politica-camorra. La verità è che la politica non c’è mai stata.
Eppure pochi sanno che Mario Landolfi, nel suo passato, è stato anche nel mirino dei clan. Il giovane Mario è cresciuto ai tempi della Dc, in un paese del Sud. Intelligente, onesto, disturbava come poteva il comune di Mondragone. In un paese del Sud gli onesti sono troppo pochi per mettersi a fare battaglie politiche di merito. Servono forze per una sola lotta: quella della legalità. E così Landolfi te lo ritrovavi anche come compagno di avventura. E finì sui giornali per un’alleanza ben strana: Verdi-Destra. Altri tempi, quelli in cui Landolfi non era simpatico al clan. Si opponeva. Poi tutto è cambiato, come a confermare che il potere al Sud deve essere sempre inquinato.
Sostenere oggi che non si sapeva è assurdo. Come affermare di non sapere cosa facessero parenti e collaboratori. Alla fine di questa storia rimane solo questa terra ferita. E il sogno che qualcuno, finalmente, si dimetta.
18 gennaio 2008
Scritto da: antonio | 01/02/08 a 18:50
Per cortesia non fate di ogni erba un fascio. In queste zone (Mondragone ecc.) c'è chi fa politica denunciando personalmente i misfatti,le commistioni ecc, anche mettendo a rischio la propria incolunità. Pertanto, aiutateci perlomeno emotivamente ad andare avanti, perchè la nostra è una resistenza quotidiana per la democrazia e la legalità
Scritto da: mario | 16/01/08 a 19:19
il problema è l'impunità.....perchè continuate a darci notizie che, finchè la giustizia sarà siffatta, generano, oltre a schifo, solo frustrazione e senso di impotenza nel povero cittadino onesto?
Scritto da: Carla R. | 15/01/08 a 11:28
il più pulito ha la sgabbia
Scritto da: Serpe | 14/01/08 a 15:03
non voterei mai un candidato espresso dalle terre dove comanda la camorra (Mondragone, casal del principe, ecc.) Dove non esiste la legalità non puo esserci rappresentanza politica immune da condizionamenti.
I territori governati dalla malavità non dovrebbero esprimere candidati.
Scritto da: dino pan | 13/01/08 a 16:32
Io non voterei mai un politico espresso da zone di camorra, anzi dovrebbe essere proibito candidarsi.
Scritto da: dino pan | 13/01/08 a 14:56
Non capisco tanta meraviglia, praticando con lo zoppo s'impara a zoppicare.
Vi siete mai chiesti chi è l'onorevole a cui fa riferimento questo personaggio. Provate a verificare nel suo collegio.
Scritto da: nicos | 10/01/08 a 12:58
basterebbe fare come a Tokyo, in metropolitana ci sono etichette dappertutto, dove si vieta di parlare all'interno dei vagoni. I giapponesi, obbediscono, dillo ad alcuni italiani, che non sono capaci di gestire l'immondizia...
saluti da lontano
Scritto da: Francesco | 08/01/08 a 05:19
le intercettazione servono e come... questo è l'ennesimo esempio... NON FERMATE I GIUDICI...
Scritto da: Pikkia | 07/01/08 a 12:43
maggia rutt'o cazz.
ma vi rendete conto
di dove vanno a rubare questa gente,ma non ci avrei mai piu' pensato ad una storia del genere
"telefonare,è dare la possibilita' ad un altro di ricaricarsi il telefonino"
è pazzesco., questi sono perversi
buttiamoli nell cesso.,
il solo posto che sono degni di stare
Scritto da: sebastian.C | 06/01/08 a 18:03
Il fatto é patetico. Tuttavia il vero problema é che tali comportamenti sono considerati normali nel nostro paese. Per cambiare l´Italia non dobbiamo cambiare il politici (solamente), ma cambiare tutti noi !
Scritto da: Milo Del Gobbo | 05/01/08 a 18:54
per la redazione di spreconi.it
se date una sbirciatina in questo link troverete una sacco di materiale utile per un'inchiesta aggiornata. l'art. risale alla scorsa legislatura ma le cose non son molto cambiate : basta solo aggiornare qualche nome! buon lavoro
Scritto da: malinconico | 05/01/08 a 13:51
non mi meraviglio più di nulla, e questa è l'ennesima dimostrazione ke nn fanno altro ke coprirsi tra di loro, e quelli ke ci smenano siamo noi, come sempre.
il consiglio per berlusconi è ke se dice di essere denunciare in primis queste persone ke lo circondano e buttarle fuori dalla propria cerchia di collaboratori.solo cosi' può farsi riconoscere come onesto, diversamente compiace queste persone e si unisce a loro.
una dimostrazione di questa onestà ke tanto proclama ce lo dovrebbe nn credete?
Scritto da: barby | 05/01/08 a 12:50
E' inutile lamentarsi della classe politica, perchè poco più di un anno fa quelle persone di cui ci si lamenta sono state votate dagli italiani. Per fortuna in Italia esiste ancora una democrazia che consente ai cittadini di scegliere chi li deve governare. la critica fine a se stessa è sterile, l'unico strumento efficace è la rappresentatività cioè la possibilità di scegliere le persone più "vicine a noi" inteso in senso politico per governarci. Gli strumenti ci sono, il referendum, le elezioni, la possibilità di costituire partiti, la partecipazione politica già dai livelli più bassi, circoscrizioni, comuni, se veramente c'è insoddisfazione verso questa classe politica, usiamo gli strumenti riconosciuti dal nostro ordinamento, per averne una magari di cui ci sentiamo più vicni.
Scritto da: temporeale | 05/01/08 a 11:42
Oramai sappiamo da tempo che i politici hanno la faccia come un c..o. Vista dall'estero la situazione è ancora più drammatica e vergognosa. L'italia, ma in fondo la colpa è degli italiani, ha prodotto una classe politica senza dignità e senza pudore.
non solo bisogna mandarli a casa, le mele marce devono sparire.
Povera Italia! Coraggio connazionali
Scritto da: Fausto Montanari | 05/01/08 a 09:01
Questo Landolfi... prima impone RACCOMANDATI, poi fa la mammoletta che DEVE ripulire il carrozzone RAI ora deve dimostrare che fa il garante ma dè chè? garantisce solo se stesso!!! VERGOGNA
Scritto da: edicola kk | 04/01/08 a 23:49
Ormai il mio senso di schifo per tutti questi abbietti non ha + confini
Scritto da: mamo56 | 04/01/08 a 14:00
interdizione, per lui e per chiunque abbia rubato, da ogni tipo di incarico pubblico, politico, amministrativo anche di staff a politici
Scritto da: clo | 04/01/08 a 11:34
Fanno bene, siamo noi che li abbiamo messi al loro posto e gli abbiamo dato tutti questi poteri. Facciamo un mea culpa e mandiamo tutti a casa.
Scritto da: zancoma | 04/01/08 a 07:40
A me viene quasi da ridere.....
Scritto da: Erika | 04/01/08 a 03:20
Non ci perdiamo in chiacchiere:c'è una legge e chi sbaglia DEVE pagare. Chiaramente siccome i personaggi sono rappresentativi, li abbiamo eletti e ci rappresentano, in automatico vanno segati da cariche ed incarichi e rimandati a casa, in seguito se ne ricorrono le cause, ospitati nelle patrie galere con pene certe.
Sembra che l'onorevole Binetti, avvinta al suo cilicio, abbia assistito in sogno mentre il Buon Dio compiva il miracolo di seccare le mani e non solo quelle, di certi parlamentari particolari.
Scritto da: Lorenzo Emme | 04/01/08 a 02:41
A quanto pare ognuno ruba ciò che può. Ricordo di aver letto un commento di uno scrittore il quale , dopo una visita in Italia,scrisse che gli Italiani sono un popolo di navigatori, di artisti e di ladri
Scritto da: alex40 | 03/01/08 a 22:45
non mi meraviglio affatto, questa è solo la punta dell'iceberg,questi personaggi che hanno a che fare col denaro pubblico sia che si chiamino bassolino o landolfi se ne strafregano del bene comune e la loro arroganza è pari solo alla loro ingordigia, cacciamoli via questi tromboni. italiani, basta a vivere come pecore ribelliamoci a questi manigoldi e riformiamo il sistema.
Scritto da: lawrence | 03/01/08 a 21:18
Signori si nasce diceva Totò.Chianese non ebbe questa fortuna.
Scritto da: Sandro | 03/01/08 a 17:32