Giovedì 3 luglio è stato arrestato Angelo Mastrolia, 43 anni, colui che ha costruito in pochissimo tempo uno dei gruppi industriali più importanti nel settore alimentare. È accusato di corruzione per i contratti di fornitura ad alcuni enti pubblici ed ha ottenuto i domiciliari. L'espresso ha raccontato la carriera dell'imprenditore nello scorso numero con un'inchiesta di Vittorio Malagutti. Mastrolia possiede i marchi Corticella e Guacci. Poi ha comprato dalla Nestlè la pasta Pezzullo di Eboli. Dalla nuova Parmalat ha rilevato un pacchetto di aziende del latte - nomi celebri come Polenghi, Giglio Matese, Torre in Pietra - pagandole un solo euro: il gruppo infatti ha 300 dipendenti e 36 milioni di debiti. Infine nelle scorse settimane Mediobanca, consulente di Nestlè, lo ha indicato come il compratore ideale per la Buitoni.
Cosa c'è di strano? Mastrolia da 15 anni fa lo slalom tra processi e accuse pesantissime. È stato latitante per un anno nel '94. È stato ritenuto dal Gico della Finanza la "mente imprenditoriale" di un potente gruppo camorrista e la procura antimafia di Salerno ha fatto sequestrare nel 2000 due aziende da lui aministrate. Nello stesso anno ha patteggiato una condanna a un anno e 7 mesi per bancarotta, false fatturazioni e usura. Nel 2007 una nuova condanna, sempre per bancarotta: 3 anni e 8 mesi.
Perché invece Mediobanca indica come acquirente ideale di Buitoni, un marchio famoso nel mondo, una persona condannata per due bancarotte? Non è una questione privata. Quelle aziende sono pezzi della storia d'Italia. E rappresentano la vita di centinaia di operai e di un indotto molto ratificato. Le bancarotte invece creano costi sociali a carico di tutta la comunità. E aumentano la voragine dei conti pubblici.
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Non preoccupiamoci...Berlusconi lo farà assolvere! Sono della stessa "pasta"
Scritto da: zalexx40 | 10/07/08 a 22:55
Mi sarei meravigliato se Mediobanca non lo avesse raccomandato.
Scritto da: tatobo28 | 09/07/08 a 22:40
Visto il nostro sistema politico-finanziario la cosa non mi meraviglia affatto e poi sicuramente chissà quali "agganci" avrà questo "signore".
http://veritasegrete.splinder.com
Scritto da: Profondoceano | 07/07/08 a 17:03
Forse Mediobanca non era informata del curriculum dell'imprenditore che consigliava alla Nestlè e quindi era in buona fede? Se non vi sembra credibile siete persone di buonsenso ed avete capito il livello di moralità del sistema bancario italiano.
Scritto da: andrea da catania | 07/07/08 a 16:28
In Italia, sembra che solo con il banditismo economico-finanziario si riesca a costruire un impero industriale. Ma in realtà, anche solo per aprire una bottega bisogna fare ricorso a pratiche camorristiche o mafiose. La verità è che siamo una Nazione malata, ed uno Stato che puzza di criminalità dalla testa ai piedi. Ma ormai siamo mitridatizzati,nemmeno ci accorgiamo dei veleni che circolano nella linfa del Paese. Basta vedere il Presidente della Repubblica che se ne va giulivo a predicare la condivisione delle istituzioni, il dialogo fra le parti politiche. E quali parti politiche?Senza una Nazione sana e senza uno Stato di diritto (non di dritti)quale democrazia possiamo sperare di avere? Dovreste vedere il Meridione, il suo sottosviluppo assistito e garantito dai trasferimenti pubblici e comunitari, per accorgervi del livello di inciviltà raggiunto in questi ultimi decenni: davvero un passo indietro. Bisognerebbe smetterla di finanziare il galleggiamento dei politicanti meridionali sullo stato pietoso delle Regioni e delle provincie meridionali, che distruggono risorse ingenti per la loro sopravvivenza infinita.
Scritto da: antonio gravano | 06/07/08 a 19:17
Il caso Mastrolia non è un'anomalia, ma una fisiologia della finanza italiana: comprare a debito, spolpare e scappare!Mediobanca ha semplicemente dato l'imprimatur ad un suo simile...
Scritto da: Orazio Paternò | 04/07/08 a 14:39