Certo, le cifre sono piccole rispetto alla valanga dello sperpero italiano. Ma sono indicative della incapacità di tirare la cinghia, anche nelle città più vicine all'Europa. Così si scopre che a Bologna alla vigilia di Ferragosto il comune ha stanziato un fondo extra per le auto blu. Per tutto il 2007 era stato previsto di spendere 25 mila per le vetture con autista a noleggio destinate agli amministratori e i dirigenti del municipio, ma dopo otto mesi quei fondi sono finiti. È stato necessario un ritocchino di 10 mila euro che porta il totale a 35 mila euro.
Bologna è di sicuro un esempio virtuoso. Ha scelto di rinunciare alle auto blu di proprietà e agli autisti assunti dal municipio ricorrendo al noleggio esterno. Si è scesi così dai 69 mila euro del 2003, epilogo della giunta Guazzaloca, a 45 mila nell'anno successivo, 36 mila nel 2005 e addirittura 29 mila nel 2006. Il sindaco Cofferati, per esempio, alterna la bicicletta alle trasferte con l'auto blindata della Digos, imposte come misura di protezione dopo le minacce di matrice terroristica. Ci si chiede però perché in una città dove i mezzi pubblici funzionano, c'è un nodo ferroviario per andare dovunque e tante piste ciclabili non si possa fare di più. E rimanere fedeli all'impegno iniziale, rinunciando ai 10 mila euro extra. I tanti cittadini che non riescono a fare fronte al caro benzina di sicuro lo apprezzerebbero.

Il galà dello spreco è un classico d'agosto. Un moltiplicarsi di concerti, premi letterari per ogni gusto o improbabili spettacoli teatrali prolifera sulle piazze di tutta la penisola o riesce persino a infilarsi nel tardo palinsesto Rai. Ma dietro questi affanni artistici c'è un fiume di denaro pubblico che viene bruciato nel modo più effimero, alimentando fortune private e corti politiche. Adesso a Trieste una controversa inchiesta giudiziaria sta facendo affiorare molti dei meccanismi che mandano avanti questo show business dell'estate italiana. Indagine controversa, perché il manager arrestato con l'accusa di avere truffato 300 mila euro di denaro alle istituzioni è stato poi rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame. Ma gli accertamenti della Guardia di Finanza ricostruiscono le rotte che permettono lo sperpero e i limiti del codice penale. Al centro c'è l'abuso di società no profit: società che godono di tasse agevolate perché fondamentali per fare beneficenza e attività socialmente rilevanti. L'impresario triestino - secondo l'accusa - avrebbe usato una società a guadagno zero presentandosi più volte a bussare cassa: lo stesso progetto veniva finanziato dal Comune, dalla Provincia, da privati così da no-profit diventava triplo-profit. E spesso le stesse fatture venivano fatte pagare due volte senza che municipio o provincia se ne accorgessero. Insomma, soldi due volte buttati via. Dalle carte dell'indagine si scopre il prezzo di questi show: 57 mila euro per una serata ispirata alla Dolce vita, cifre simili per un tributo a Lucio Battisti. E questo mentre tutte le amministrazioni piangono miseria.
Ma è più povero il governo italiano o quello russo? Perché mentre le aziende statali di Mosca si arricchiscono, alimentando investimenti in tutto il mondo e finanziando la vita dorata dei nuovi boiardi tra megayacht e ville, i cittadini italiani continuano a finanziare il disarmo nucleare dell'ex Urss. I nostri governi faticano a trovare un posto per le scorie radioattive di Caorso e affini, ma sono prodighi di doni per aiutare il Cremlino nella pulizia atomica. In base agli accordi firmati da Putin e Berlusconi nel 2003 stiamo spendendo 360 milioni di euro per un piano decennale di bonifica dei sottomarini sovietici. Per questa caccia all'Ottobre rosso a carico del contribuente, la scorsa settimana il ministro Scajola ha firmato il contratto per la costruzione di una nave speciale, destinata al trasporto di combustibile nucleare. Costo? Oltre 70 milioni di euro, finanziati dal ministero dello Sviluppo economico. L'unica buona notizia è che sarà prodotta Fincantieri in Liguria, poi verrà consegnata ai russi. Domanda: ma siamo sicuri che non possano fare a meno del nostro soccorso? E che con quei fondi si possa fare qualcosa di più utile in casa nostra?
Ultimi commenti