È una specie di incubo: un pentolone di riso che continua a bollire da sessant'anni. E che adesso rischia di esplodere facendo danni ai conti dello Stato. Perché questo mostro della finanza pubblica rischia di costare all'erario più di cento milioni di euro. Non è uno scherzo. Ancora una volta la Corte dei Conti lancia l'allarme sui debiti dell'Ente italiano risi, l'istituto che si occupa di controllare la produzione del cereale e di gestirne l'ammasso. Una situazione assurda: l'Ente deve gestire il riso più indigesto della storia mondiale. Ha infatti nella pancia i debiti contratti dallo Stato per fare fronte alla carenza di generi alimentari nel 1948-49. All'epoca il governo fece comprare sacchi dall'Ente per aiutare i contadini alle prese con la carestia. Un'operazione legata anche alla necessità di sostenere il consenso elettorale nell'anno chiave della Repubblica. La furbata fu ripetuta nel 1954 e nel 1961. E da allora nessuno ha pagato il conto. Per le banche è un ottimo affare: dal 1970 gli è viene riconosciuto un premio del 4,4 per cento oltre al tasso corrente. Insomma, quel riso di annata è diventato oro. Sapete adesso quale è il debito? La Corte dei conti lo elenca con esattezza: 103.666.091 euro. Il piatto più costoso di tutti i tempi: cento milioni di euro. Che l'anno prossimo crescerà ancora. Dal 1960 ogni anno la magistratura contabile scrive al ministro dell'Agricoltura in carica e chiede al governo di intervenire, per evitare che il peso degli interessi faccia scoppiare il pentolone. Adesso lancia l'appello direttamente al parlamento, chiedendo di porre fine a "una vicenda che per le dimensioni finanziarie raggiunte, è presumibile dovrà richiedere uno specifico intervento normativo". O forse il ministro Luca Zaia, che ha lodato la sicurezza del riso italiano garantita proprio dall'Ente in questione e inaugurato in prima persona la trebbiatura, riuscirà con decisionismo leghista a trovare una soluzione per il problema?
Ultimi post
- Carroccio sprecone
- Bertolaso assume senza concorso
- Pubblica amministrazione bocciata in informatica
- G8 gratis, no grazie
- Farmaci: tre miliardi buttati
- I furbetti dell'aumentino
- Più Falcon per tutti
- Quei 150 milioni bruciati dalla giunta Fitto
- Truffe, Veneto batte Campania
- Bagnoli, quindici anni buttati
Ultimi commenti
- Fatevi sentire su Ma quanto ci costano i software di Sacconi?
- ifarabutti su G8 gratis, no grazie
- Gabriele Adami su G8 gratis, no grazie
- Macs971 su Farmaci: tre miliardi buttati
- Giuseppe su Farmaci: tre miliardi buttati
- sergio su Farmaci: tre miliardi buttati
- giovanni soldi su Farmaci: tre miliardi buttati
- Giovanni Maiorano su Farmaci: tre miliardi buttati
- carneade su Truffe, Veneto batte Campania
- Egidio su I furbetti dell'aumentino
Powered by TypePad
Iscritto da 03/2007
Iscritto da 03/2007
« Genova: il palazzo di zucchero, l'ateneo lo paga il doppio | Principale | Scandalosa Firenze, ecco le buonuscite d'oro »
TrackBack
URL per il TrackBack a questo post:
http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d83451d71d69e20105364e1e7d970c
I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Cento milioni di debiti, come è amaro il riso di Stato:
Commenti
I commenti per questa nota sono chiusi.
I debiti, dell'ente Italiano risi, sono,almeno per me, una novità e non credo di essere il solo.
Non penso proprio che il ministro possa risolvere il problema per la ragione che questo governo sta in piedi per un compromesso che è il compromesso di un compromesso.
Si spacciano per liberisti ma poi regalano centinaia di milioni ai comuni di Catania e Roma (all'odiata Roma ladrona!); 3 miliardi di euro ad Alitalia; 3 miliardi di euro per togliere l'ICI ai ricchi.
I soldi per detassare le tredicesime però non si trovano!!!!
Per queste semplici ragioni, per come ha iniziato il suo mandato, credo che questo governo tirerà a campare fino alla fine della legislatura.
Così come hanno fatto tutti i governi che li hanno preceduti.
Tornando all'ente risi inutile fare commenti è un'altra porcheria all'Italiana. L'unica speranza di uscire da questo girone Dantesco, che dura da 70 anni, è che gli Italiani abbiano uno scatto di orgoglio riescendo ad esprimere una nuova classe dirigente che sia in grado di imporsi alle prossime elezioni politiche, aventi tre soli punti programmatici: legge elettorale in grado di garantire il primato della politica e che ridia dignità al parlamento; legge che garantisca la separazione netta tra potere politico e potere economico; legge sull'editoria che garantisca, ad ogni soggetto imprenditoriale, una sola testata televisiva o giornalistica.
Ecco, a mio parere, non occorre altro, come inizio, per difendere la democrazia e l'economia del nostro disgraziato paese.
Scritto da: francesco | 19/12/08 a 14:41
Chiedete l'Ente Risi e pagate alle Banche solo il capitale !!!!!!!!!!!!!!!!!!
l'interesse chiesto va cancellato è da USURA !!!!
Scritto da: sergiotr | 19/12/08 a 14:41
In questi casi c'è solo una cosa da fare visto che neanche il padreterno può raddrizzare una baracca come questa, chiudere bottega e tutti a calci nel didietro a coloro che lo hanno retto o diretto nell'ultimo decennio.ovviamente richiedendo loro i danni, andando a sequestrare i loro capitali ed eventualmrente quelli dei loro parenti.tolleranza zero.
Scritto da: alberto | 19/12/08 a 14:41
Basta con questi sprechi! Andate a lavorare!!
Scritto da: Luca | 19/12/08 a 14:40
Altro giro altra corsa.
Scritto da: Luca | 19/12/08 a 14:40
Questo paese è sempre stato particolare, infatti se da una parte può costituire un condominio genetico con illustri uomini dal passato Italico, dall'altra non riesce con la sua capacità intrinseca a costruire intorno ai suoi valori più importanti, la sua costituzione ad esempio, una sua identità democratica nel vero senso della parola. Gli Italiani pur valendo molto non riescono a comprendere cosa significhi partecipare realmente allo Stato.
Scritto da: simone esposito | 19/12/08 a 14:40
Il Ministro credo stia svolgendo un buon lavoro; perchè non provvede alla messa in liquidazione dell'ennesimo ente inutile. Oggi, non abbiamo bisogno di enti assistenziali che fruttano emolumenti da favola ai vari consigli di amm.ne, dobbiano risparmiare, quindi cominciamo dagli enti inutili.
Scritto da: datodi | 19/12/08 a 14:40
Io credo che non bisogna pagare. La corte dei conti non ha l'autorità necessaria per imporre alcunché. In ogni caso bisogna aspettare la decisione della corte dei re, che certo può ribaltare la situazione o magari portare a dimensioni ragionevoli questo debito che in lire non saprei neanche come si scrive... duecentomilamiliardi, ma quanti zeri ci vogliono? Sono certo che la corte dei re porrà un autorevole stop a tutto questo baillame nel quale non ci si capisce niente.
Scritto da: bunuel | 19/12/08 a 14:40
Nel 2002 erano 48 milioni di euro e adesso sono diventati 103. Ma possibile mai che nessuno voglia mettere la parola fine a questa storia.? Pensate che questo è un Ente finito/dismesso dove non esiste più nessuno!
Scritto da: gamaximo | 19/12/08 a 14:40
Se Luca Zaia risolve anche questo problema, come le quote latte, la prossima volta vota Lega. Poche ideologie, molto pragmatismo. A questo servono i politici. A risolvere i problemi ma, soprattutto, ad evitare che nascano.
Scritto da: MAURO1 | 19/12/08 a 14:40
un altro FLOP con scopi lucrativi mantenuto nel tempo inspiegabilmente contro ogni logica di mercato, tanto chi paga son sempre quelli come quelli che lucrano, vergognosamente
Scritto da: coccolalla | 09/12/08 a 20:49