di Alessandro Gilioli
Ogni anno 8 milioni di euro versati dai contribuenti italiani vengono allegramente gettati dalle finestre della Regione Lazio. A sostenerlo non è qualche acerrimo nemico di Marrazzo, ma la Regione stessa, per la penna del direttore generale delle Risorse finanziarie del sistema sanitario, Paolo Artico. Che nell'aprile scorso ha rivelato l'incredibile sperpero in una nota interna che squarcia il velo su una nuova sprecopoli romana.
La dilapidazione di soldi pubblici ha origini lontane ma effetti molto attuali e si riferisce a un servizio indispensabile in ogni regione: quello con cui vengono scansionate e controllate elettronicamente le ricette farmaceutiche. Nel 1990, nel Lazio, l'appalto fu dato con regolare gara a un consorzio di imprese che nel '93 ha preso il nome di Cosisan ed è controllato da Ennio Lucarelli, imprenditore classe 1939, fin dagli anni Settanta legato a commesse informatiche della pubblica amministrazione nella capitale e più tardi tra i vicepresidenti di Confindustria. Tra gli anni Novanta e Duemila in via Cristoforo Colombo cambiano diverse giunte, da Badaloni a Storace, ma Lucarelli conserva sempre la grassa commessa delle scansioni, aumentando però sempre di più il prezzo di ogni ricetta. Nel 1997 in Regione qualcuno si accorge che negli ultimi tempi si sta pagando un po' troppo (in quattro anni l'aumento era stato del 254 per cento) e si inizia a mettere in discussione l'appalto a Cosisan, che tuttavia continua a operare e ad aumentare i prezzi in regime di proroga. Nel 2005 scade anche la proroga, ma la Cosisan continua a scansionare le ricette e a mandare le fatture alla Regione. Il risultato è che al momento il Lazio paga ogni anno oltre 9 milioni di euro per un servizio che, secondo il direttore Artico, dovrebbe costarne meno di due. Del resto nelle altre regioni italiane la scansione di ogni ricetta viene pagata tra gli 0,04 euro (Toscana) e gli 0,06 (Piemonte), mentre nel Lazio costa 0,161: quattro volte tanto.
Anche prima dell'outing di Artico, tuttavia, la sprecopoli laziale era piuttosto nota. Tanto che nel 2006 - quando già la Cosisan operava in proroga - la Regione aveva ipotizzato di non esternalizzare più il servizio e di assumere al suo interno i dipendenti Cosisan, il che avrebbe portato a un risparmio di circa 6-7 milioni di euro l'anno. Nonostante l'appoggio dei sindacati, alla fine non se ne riuscì a fare nulla. Sicché sempre nel 2006 la Regione ha indetto una nuova gara con una spesa prevista di un 1,6 milioni di euro l'anno, meno di un quarto di quello che veniva e che viene ancora versato. La gara si è tenuta e a vincerla è stata una società chiamata Ised, sempre di Ennio Lucarelli. In pratica, chi da anni chiedeva 10 milioni di euro, nel 2006 ammetteva che poteva fare lo stesso lavoro con uno sconto di circa il 75 per cento per cento. Ma siccome guadagnare meno non conviene, appena vinta la gara Lucarelli si è rifiutato di firmare il contratto per il quale aveva concorso. Il motivo? Molto semplice: prorogare il più in là possibile lo status quo. Manovra perfettamente riuscita, se nel 2009 Cosisan continua a scansionare ricette e a farsele pagare cifre spropositate.
Seppur tra imbarazzi e lentezze burocratiche, a questo punto la giunta è intervenuta di nuovo e ha deciso di indire un'altra gara, con un decreto del 19 giugno scorso, in cui Marrazzo specifica che la Cosisan deve smetterla di scansionare le ricette entro il 31 dicembre prossimo. Intanto però la gara non è stata ancora bandita. E siccome tra il bando, l'esame dei concorrenti e i probabilissimi ricorsi passerà un altro anno, in Regione si scommette ridacchiando che nel 2010 (e oltre) a fornire il servizio informatico più caro d'Italia continuerà a essere Lucarelli con la sua Ised. Al cui amministratore delegato Raffaele Giannetti, nel 2006 è stata saldata una parcella di 433 mila euro per la progettazione del sistema informatico. Il tutto mentre il Lazio è la regione d'Italia con l'addizionale regionale più alta d'Italia e con una spesa farmaceutica di gran lunga superiore alla media nazionale.

Ma lo sapevate che un Ambasciatore italiano all'estero guadagna 50 milioni di vecchie lire al mese?
Scritto da: Luis Sanchez | 16/02/10 a 13:25
Ma è mai possibile che in Italia tutto viene fatti per sioldi facilmente.I politiCI sono i primi a fare soldi insieme agli amici degli amici. E' il momento di finirla. I cittadini soffrono la fame e gli altri guadagnano facilmente. Basta
Scritto da: Alberto | 03/11/09 a 11:50
A rileggerlo il perspicuo articolo di Gilioli resto di stucco a pensare come in questo straccio d' Italia non ci sia un' autorità preposta( dal potere esecutivo a quello giudiziario ecc.) a bonificare questo andazzo schifoso e chiedere il colossale risarcimento danni con tutte le condanne corollarie. Confesso che comincio a capire l' indignazione criminogena. Che disastro vivere in questa nazione!
Scritto da: Anderson | 01/09/09 a 09:34
Siamo in Italia... come stupirsi di ciò?
Scritto da: Bokk74 | 27/08/09 a 14:40
Dell'argomento "Le spese folli della Regione Lazio ai danni del cittadino" se nè parlerà a Mi Manda RAI3 nel giugno 2010. Condurrà il rientrante Piero Marrazzo
Scritto da: motif | 27/08/09 a 00:08
In un paese se non civile almeno dignitoso "le giunte che si alternano" INVANO, ammalate quindi di immedicabile inettitudine o neghittosità- destra o sinistra ( ormai s' è acclarato che non solo "per me, pari sono", vanno almeno azzerate sostituite commissariate se sono immuni dall' imputabilità
( nella culla della certezza del diritto!) per responsabilità collegiale per danno all' erario=contribuente. Ma la Corte dei Conti perchè non osa "stringerle"? Forse a ragione, perchè con quel formidabile usbergo di difesa di stato- autoconservativo per vocazione-( eccellenti avvocature ecc.) che le intoccabili godono per le proprie inadempienze, sarebbe un ulteriore dispendiosissimo colossale per tutti noi "buco nell' acqua". Quando la legge costituita è realmente impotente, allora è necessario il ricorso alla volontà popolare, attraverso un referendum esperibile efficace che sanzioni esemplarmente. Poi son sicuro che le dispendiosissime lungaggini e sprechi depauperanti(come lo scioperato assenteismo, nell'oceanico apparato pubblico, "ridotto" da Brunetta- sintomatica la congiura del silenzio contro di lui-) si ridurranno...
Scritto da: Giuseppe Marano | 26/08/09 a 10:43
Eppure nessuno si indigna!
Ma cosa bisogna fare perchè i responsabili di tutto ciò, cioè coloro che non si sono adoperati prontamente ed efficacemente per porre fine ad uno spreco simile, paghino?
Che cosa si "discute" quando alla Regione si approva il bilancio? Come si controllano le spese... (ma si controllano?)?? Esistono dei capi progetto che hanno il compito di portare a compimento una gara/appalto e renderlo operativo? Esistono dei piani lavoro? vengono mai fissate delle scadenze e controllati gli avanzamenti?
E non dico di trasferire nel pubblico le logiche di opportunità e di controllo utilizzate nel privato... sarebbe chiedere troppo.
Ma esiste una qualche forma di "diligenza del buon padre di famiglia" in coloro che ci amministrano e in coloro che sono pagati con i soldi pubblici?
O non gliene frega proprio niente a nessuno "in Regione" di cosa si fa del soldo pubblico?
Il vero punto è: quanti avranno "mangiato" (e continuano a mangiare) su questo spreco?
Scritto da: Valeria | 25/08/09 a 11:26
I più grandi cercatori di oro del nostro paese sono mischiati tra la folla di sistemisti,sindacalisti,pseudo politici,tecnici sanitari,esperti di insuline e pressioni arteriose.Sono tutti là felici e contenti!.
Scritto da: affonz | 25/08/09 a 11:12
Ho lavorato per circa 20 anni all'estero in qualità di material manager. La preparazione di contratti (nazionali ed esteri) era pane quotidiano. Mi pare una pazia che tra il bando, l'esame dei concorrenti e i probabili ricorsi debba passare un anno. Ricordo gare per servizi di forniture e/o servizi per centinaia di milioni di US$ conclusi in due (due) mesi. Tutto ciò in medio oriente, dove non sono teneri, se sbagli ti ritrovi in galera, poi partono le verifiche. Credo che in Regione ci sia molta incompetenza. Ennio Lucarelli (le sue società o compartecipate) andavano messe in black list. Inaudito che non sia stata prevista una penale per la mancata firma del contratto.
Pensare che votai Marrazzo, al quale feci persino gli auguri per le imminenti votazioni. Peccato, per lui, per la regione Lazio e per tutti gli italiani che devono sobbarcarsi questo spreco.
luciano da Roma
Scritto da: luciano | 22/08/09 a 21:02
IL PESCE PUZZA DALLA TESTA.
PAOLO ARTICO IN SIMILE SPRECO DI DENARO E' OBBLIGATO A CHIEDERE A CARICO DI MARRAZZO L'INTERVENTO DELLA CORTE DEI CONTI.
Scritto da: GIOVANNI | 22/08/09 a 15:10
Non sono attrezzato per fare i cnti in tasca alla regione così bene. Avendo vissuto oltre 2/3 della mia vita all'estero, in parte in Europa ed in parte in altri continenti, posso dire che qualsiasi spesa pubblica in Italia è mediamente 1,87 volte analoga spesa in Europa.Se poi a pagare è un ente politico la spesa è 3 volte superiore. Ciò detto, abitando ora a Roma da diversi anni e con l'età i guai aumentando, devo dire che l'assistenza trovata è eccellente e decisamente generosa. La gratuità per curare problemi seri e molto seri è comprensibile. Per quelli meno seri richiedere una partecipazione del paziente che può sarebbe logico(oltre tutto defalcherebbe la spesa dalle tasse)e permetterebbe di impiegare quanto risparmiato per chi non ha risorse proprie.
Scritto da: Castellani Pastoris | 20/08/09 a 18:51
avete voluto la bicicletta? , benee adesso pedalate!! . trduzione avete voluto alemanno benissimo adesso tenetevelo
Scritto da: mofli 2 | 19/08/09 a 18:36