L'hanno appena rinviato a giudizio per corruzione, ipotizzando che abbia intascato tangenti per favorire le cliniche private della famiglia Angelucci, e già spunta una nuova inchiesta sulla sua gestione della Puglia.
Stiamo parlando di Raffaele Fitto, rampante ministro per gli Affari regionali e le Autonomie locali. La procura adesso indaga su una spericolata operazione finanziaria condotta dalla sua giunta: l'emissione di due bond da 600 e 270 milioni di euro. Una manovra che è già costata alle casse pubbliche 150 milioni di euro, divorati dai prodotti finanziari impazziti.
Lo stesso problema lo hanno avuto molti enti locali ma secondo i primi accertamenti della procura - descritti dalle pagine baresi di Repubblica - la Regione Puglia si sarebbe mossa con parecchia leggerezza. Incluso un contratto multimilionario in inglese firmato da un dirigente che non conosceva la lingua. Tanto a pagare sono i cittadini.

Per quanto questa statistica mi faccia enormemente piacere, da campano sinceramente stento a crederci.
Fermo restando che l'illegalita' e' diffusa su tutto il territorio nazionale, riconosco che in alcune regioni la truffa e' la prassi, certe cose non si denunciano e di conseguenza tutto passa in sordina.
Scritto da: Nick | 17/12/09 a 11:12
Non c'è da stupirsi è tutto normale ,Fitto fu definito da Berlusconi alla fiera del levante la sua protesi,non l'ha deluso,quindi ha superato la prova a pieni voti l'ha nominato ministro per gli affari Regionali,chi meglio di Fitto?
Scritto da: pino_30 | 16/12/09 a 21:28