Quest'anno le Regioni avranno un "buco" pauroso per le medicine acquistate. Colpa degli ospedali. E dei trucchi delle aziende farmaceutiche
di Daniela Minerva
Mancano 2,9 miliardi. Le previsioni per la spesa pubblica farmaceutica 2010 sono apocalittiche: il tetto è fissato al 15,7 per cento del Fondo sanitario nazionale, quindi a 16,4 miliardi: ma se ne spenderanno almeno 19,3. Fin qui è una storia abbastanza usuale: i tetti di spesa sanitaria sono costantemente disattesi per diverse ragioni. Ma il caso della farmaceutica fa scattare un campanello d'allarme alla Conferenza delle regioni. Per via di una cabala che si sta trasformando in nodo scorsoio per i governatori.
Oggi accade, e qui sta il mal di pancia dei governatori, che a crescere all'impazzata è proprio la spesa ospedaliera, mentre quella in farmacia è sostanzialmente stabile. Le mille misure di contenimento pensate dall'Aifa, l'Authority dei farmaci, tra il 2004 e il 2008, e la pressione delle Regioni sui medici di famiglia stanno dando i loro frutti: da un lato alle aziende non conviene spingere verso fatturati che poi dovranno restituire al Ssn; dall'altro, i dottori temono che accada a tutti quello che è successo a un collega di Bergamo condannato dalla Corte dei Conti a pagare 2.800 euro per «irragionevole prescrizione». Risultato: la pressione delle aziende sulla spesa farmaceutica ai privati si allenta, mentre si inasprisce quella sulla ospedaliera.
Non solo: negli ultimi anni, l'avvento di medicinali complessi e costosi, i cosiddetti biologici, per malattie di massa come il cancro e le reumatiche, ma anche per patologie più rare ma senza cure, ha sconquassato i budget degli ospedali. Risultato: tutti affermano che quel tetto del 2,4 per cento è assolutamente irrealistico. Ma anche che lasciar galoppare la spesa ospedaliera porterebbe a un mercato impazzito proprio come era quello delle farmacie prima della cura Aifa.
«La spesa per i farmaci negli ospedali oggi è il doppio del tetto. Siamo almeno al 4,6 per cento e questo dovrebbe essere il margine da osservare se si vuole essere credibili», commenta Giovanni Bissoni, assessore alla Sanità dell'Emilia-Romagna e consigliere dell'Aifa: «Ma dobbiamo anche introdurre dei meccanismi di governo della spesa ospedaliera che contengano la pressione delle aziende».
E qui si apre il nuovo fronte della guerra alle molteplici trovate degli addetti al marketing. Posto che la loro fantasia è infinita, sussurrano gli uomini dell'Aifa, si potrebbe cominciare a estendere all'ospedale i paletti disegnati per la spesa farmaceutica. Primo tra tutti lo stop alle false innovazioni.
Per anni le aziende hanno forzato il mercato mettendo in commercio specialità, differenziate da piccole variazioni chimiche e di associazione di composti, del tutto analoghe per valore terapeutico. Per ogni microscopica variazione spuntavano prezzi diversi e il pressing degli informatori sui medici spostava le prescrizioni sulle specialità più nuove e costose.
In ospedale le cose vanno un po' diversamente, specie perché i prodotti sono assai complessi e le farmacie ospedaliere hanno imparato a stoppare le fantasie innovative dei primari, ma il meccanismo è lo stesso. «L'Aifa deve mettere a punto dei metodi di governo delle innovazioni per bloccare quelle fasulle», dice Bissoni. La spesa, però, è già alle stelle, e i veri big spender sono i farmaci biologici per il cancro e le malattie reumatiche. La medicina dice chiaramente che si tratta di prodotti molto efficaci, ma che per lo più funzionano solo in presenza di determinate anomalie genetiche. Molte di queste anomalie sono rilevabili con analisi conosciute e qui il lavoro è facile: si fa il test e si somministra il farmaco solo se l'anomalia genetica è presente (l'herceptin per il tumore del seno è un esempio di questa procedura). Ma per la maggior parte dei nuovi oncologici il cosiddetto "profilo di efficacia" è molto più sfumato, le anomalie in causa sono diverse e alcune non conosciute. Così, i medici si trovano a decidere sulla base di pochi fattori noti se somministrare cicli che costano decine di migliaia di euro. E, ovviamente, decidono di farlo. Ma oggi il tema del governo di questa "spesa etica" si fa pressante. E un modo per equilibrare il sistema c'è.
L'ha messo a punto l'Aifa e alcuni oncologici sono, in effetti, sottoposti a questo regime, il "payment by results": il Ssn rimborserà il farmaco solo se funziona, altrimenti l'azienda copre le spese del medicamento. Se Pfizer e Glaxo l'hanno accettato per due loro prodotti, perché non estenderlo a tutti i nuovi farmaci biologici? Occorre affinare i meccanismi di autorizzazione di nuovi medicinali legando il rimborso alla loro efficacia. E stabilire un rapporto tra quanto un farmaco innova e quanto costa.
Pfizer al comando
Il rank delle principali farmaceutiche sul mercato italiano
Fatturato 2009 - Quote di mercato %
Pfizer 1.463.553.344 7,9%
Sanofi-Aventis 1.170.297.952 6,3%
Roche 1.106.597.440 6,0%
Menarini 977.820.785 5,3%
Novartis 951.000.800 5,2%
Merck & co 885.262.272 4,8%
Glaxosmithkline 874.445.728 4,7%
Bayer 761.743.808 4,1%
Astrazeneca 622.902.208 3,4%
Johnson & Johnson 598.166.272 3,2%
Abbott 439.997.952 2,4%
SigmaTau 412.120.046 2,2%
Lilly 385.204.032 2,1%
Boehringer ingel 361.548.168 2,0%
Bristol-myers sqb. 345.236.432 1,9%
Chiesi 300.563.910 1,6%
Gilead sciences 250.525.392 1,4%
Kedrion 240.776.721 1,3%
Angelini 230.017.855 1,2%
Merck Kgaa 227.628.484 1,2%
Bracco 223.123.304 1,2%
Recordati 217.018.974 1,2%
Amgen 197.249.528 1,1%
Servier 187.990.222 1,0%
Italfarmaco 185.740.560 1,0%
Fonte: elaborazione Il bisturi su dati Ims

Ragionamento splendido ma il tutto è assolutamente viziato da un ipotesi errata: la maggior parte dei farmaci nuovi vengono commercializzati non in fascia A o C ma in H osp 2 per un controllo della prescrizione da parte del farmacista ospedaliero che poteva concedere il farmaco solo in indicazione. Questo obbligava un aumento della spesa della farmacia ospedaliera perchè semplicemente queste specialità non si trovano nelle farmacie al pubblico. infine.. contorni sfumati ? ok trovatemi un medico che che in fede a fronte di un possibile beneficio di una terapia su un tumore non concede il farmaco.. impossibile. Gli amministrativi ? un cancro della sanità: unicamente volti a mungere in continuazione. Sono causa dei disavanzi e soluzione (!?!?) :devono portare i piani di rientro che poi saranno clinici e cittadini a pagare.Mi vengono i brividi pensando all'ospedale di Forlì e alle pensiline estetiche sopra il cup da 20000 euro l'una (!!!!) La politica pirtroppo negli ultimi 20 anni è stata l'agenzia di collocamento della mediocrità
Scritto da: Macs971 | 17/03/10 a 23:13
Vorrei che si predessero delle decisioni anzichè fare polemica e discussioni che in italia non hanno mai portato a nulla , quella dei Farmacisti si sà benissimo è una casta intoccabile credo che su questo non ci siano più dubbi ma certezze , quella che gli ospedali è un'altro bacino e contenitore di voti che o attraverso l'occupazione o attraverso le ristrutturazioni vengono sempre e comunque foraggiate , le industrie farmaceutiche sono un'altra casta poichè ci sono degli organi govervativi deputati al controllo , quindi non capisco come si possa contutte questi organi dediti al controllo parlare ancora di sforamento , a questo punto devo presupporre che questa è solo una polemica di comodo per fare vedere che c'è chi si interessa ed in realtà non fà assolutamente nulla . Insomma è solo un magna magna che fà comodo a tutti giornali , industrie farmaceutiche , politica , farmacisti , ed ospedali .
Scritto da: Giuseppe | 17/03/10 a 08:34
Scusate ma non e' um po' poco "sparare" solo sui farmaci? rappresentano il 9% della spesa sanitaria globale ed inoltre sono come spesa al disotto della spesa media europea , ribadisco non e' um po troppo addossare tutte le colpe ai farmaci ?
per di piu' ormai e' sempre piu' difficile avere una prescrizione di farmaco "griffato" perche' le farmacie ti "spacciano" i generici meno costosi.
La C.E.E. denuncia nel 2008 la falsificazione di 2 milioni di confezioni!
Piuttosto, se vogliamo risparmiare cominciamo dal togliere gli incentivi ai medici di base per il raggiungimento del budget di spesa ( parlo di 10-15 mila euro l'anno si dice..)
razionalizziamo le strutture ospedaliere in base alla loro reale capacita' di cura e non di occupare persone. Denunciamo le aziende Sanitarie che spendono milioni di euro a costruire o ristrutturare ospedali a meno di 30 km uno dall'altro. Rivediamo il rapporto tra i lavoratori amministrativi
e i medici ospedalieri.
Conosco un'azienda Sanitaria che ha costruito un'ospedale nuovo a 20 km da quello nel capoluogo e un solo piano e' destinato ai pazienti mentre il piano "attico" bello e con bellissime verande e'stato destinato agli "amministrativi" che occupano in totale lo stesso numero di stanze dei degenti.Ma certo loro staranno piu' larghi!
per queste cose basta guardarsi in giro o vedere programmi TV di denuncia (report,jene,striscia ecc)
Scritto da: sergio | 15/03/10 a 18:33
chi,come me si e' accorto che sulle confezioni dei medicinali di fascia "C" e da banco non e' piu riportato alcun prezzo?
Quindi,oltre al ruba ruba,ormai sport nazionale,abbiamo anche il far west sul costo dei prodotti che la casta dei farmacisti ha impedito venissero commercializzati in altre strutture e supermercati,come avviene in tutti i Paesi Civili del mondo,esclusa l'Italia.
Scritto da: giovanni soldi | 13/03/10 a 13:21
E' sempre la stessa musica. I danni ci sono ma nessuno paga. Le case farmaceutiche hanno spinto sino allo sfinimento il vaccino, che poi non è servito a niente. Nessuno si è preso la briga di consultare i medici di famiglia, che hanno certamente sconsigliato il vaccino, visto che quello annuale era disponibile e certo. Adesso tutti quei vaccini dove andranno? O qualche casa farmaceutica avrà l'ardire, per il prossimo autunno, spargere batteri e virus pronti a far sopperire qualche altro vaccino? Meditate Gente.
Scritto da: Giovanni Maiorano | 13/03/10 a 12:44
Francesco, anch'io penso che ciò che conta è far crescere il sistema “Ssn”. Ma temo che se non si pongono paletti invalicabili all'inventiva del marketing delle aziende e non si riesce così a calmierare, tra le altre voci, la spesa farmaceutica “inutile” il sistema non potrà crescere perché non avrà i soldi per farlo.
Scritto da: il vaso di pandora | 10/03/10 a 13:35
Per quanto riguarda la spesa per i farmaci, almeno nel Lazio gli ospedali sono (o meglio sarebbero) tenuti a fornire ai pazienti dimessi anche le medicine necessarie per il completamento della cura, fornite dalla farmacia dell'ospedale. Il tutto con l'idea di risparmiare, in quanto il farmaco acquistato con gara dall'ospedale costa assai meno della stessa confezione venduta dal farmacista. E' ovvio che in questa maniera si spende complessivamente meno, ma la quota "ospedaliera" cresce
Scritto da: Maurizio | 09/03/10 a 21:02
vi ricordate della guerra alle corporazioni di PRODI?
questa(case farmaceutiche) è una di quelle da mettere sotto torchio altro che riforme sulla pelle dellla povera gente queste sono le vere riforme da farsi
tagliare la corporazioni
Scritto da: claudio | 09/03/10 a 20:32
In realtà questo fenomeno, essendo di origini antiche quanto la medicina ufficiale stessa, è già stato ampiamente previsto e denunciato da anni, già il prof. Giorgio Cardini ne parlava nelle sue "Divagazioni sui Farmaci" tranquillamente reperibili in rete, tra gli stessi operatori del settore sanitario c'è una minoranza che si occupa di questi aspetti, per esempio sul sito www.nograziepagoio.it
si analizzano diverse ingerenze delle case farmaceutiche in ambiente medico ed è perfino dotato di una pagina di news che viene spesso aggiornata, ma se poi si trascura e si tollera che abbiamo la moglie del ministro alla sanità che è la direttrice di farmindustria ( http://beta.vita.it/news/view/83291) allora la visione globale del problema rischia di risentirne parecchio e di risultare una mera elencazione di cose oggettive.
Scritto da: Antonio_DS | 09/03/10 a 02:39
Per gli ospedali....basterebbe che le ASL rimborsassero solo le strutture pubbliche, lasciando che, chi ha soldi, possa pagarsi le ...cliniche private!
Per i farmaci...basterebbe mettere a carico dei medici di famiglia il 10% dell'eccesso....rispetto alla media pro-capite nazionale.Se non sufficiente....basterebbe potenziare l'Industria Farmaceutica Militare e fornire gratis solo i ...medicinali prodotti da questa!
Scritto da: Konrad367 | 07/03/10 a 11:48
Condivido solo in parte quanto da lei scritto.
Il contenimento della spesa farmaceutica pubblica, è, e sarà, sempre una chimera. Il flusso economico generato dall'indotto "healthcare" non può subire, per forza di cose, assestamenti di sorta - e questo per delle semplici regole di mercato - e le regole purtroppo se pur stabilite dagli organi istituzionali non potranno ottenere granchè al cospetto di cotanta invettiva "creativa" dispensata a suon di milioni dalle big pharma & co. ai vari key-man genialoidi istituzio-privati e professoroni dall'etica a "gettone". Ma non tutto è perso, il sistema si sta evolvendo, e i paletti imposti, se non altro assicureranno di far crescere indirettamente "sistema" servizio sanitario nazionale. Grazie.
Scritto da: Francesco | 05/03/10 a 19:23